27 giugno 2014 redazione@sora24.it
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Ospedale: lettera di Aristide Conte alla città ed al territorio. «I sindaci restituiscano le fasce»

«In questa triste occasione tutti i Sorani e dico tutti si sono stretti intorno al nostro sindaco insieme agli altri e 26 sindaci del comprensorio. Non siamo stati alla finestra come in altre occasioni, in quasi 5.000 abbiamo partecipato insieme agli altri abitanti dell’intero polo C alla magnifica fiaccolata. Il tutto ha “costretto” il presidente Zingaretti a ricevere una delegazione dei sindaci per illustrare quelli che erano i progetti riguardanti il nosocomio Sorano.

Alla luce di quanto sta trapelando in queste ore si ha la quasi certezza della beffa che si sta perpretando ai nostri danni, e cioè il reparto ORTOPEDIA va in ferie…. Sì, in ferie come un qualsiasi reparto di un’azienda produttrice di beni di consumo. Orbene Pediatria,Cardiologia, Neonatologia fra breve faranno la stessa fine. Come mai non è stato redatto un DOCUMENTO FINALE dove venivano evidenziate le promesse? Noi tutti abbiamo la certezza che i giochi siano stati fatti.

Ci hanno dato la soddisfazione di essere ricevuti ma le risultanze le stiamo osservando. È arrivato il momento di continuare la lotta i sindaci invece di minacciare debbono RESTITUIRE LE LORO FASCE e la popolazione deve stare in allerta.

Come avevo anticipato su Facebook all’indomani dell’incontro con il Presidente della Regione suggerivo di recuperare il tempo trascorso invano e cioè coinvolgere tutti i sindaci del comprensorio da qui in futuro per qualsiasi progetto di sviluppo riguardo il territorio, vedasi IL TURISMO L’AMBIENTE, LO SVILUPPO ECONOMICO, L’AGRICOLTURA e che le FIERE DI SORA possano essere il volano per questi progetti. Voglio dire che non dobbiamo solo difenderci, bensì progettare il futuro per le prossime generazioni a cominciare dalla ferrovia AVEZZANO–SORA–ROCCASECCA. E per concludere aggiungo di non perdere l’occasione che si è creata. Tutti insieme dobbiamo costringere la regione LAZIO a tenere in conto la ns. provincia.»

Aristide Conte

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