21 marzo 2014 redazione@sora24.it
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Più che di “PD dispettoso”, sarebbe meglio parlare direttamente delle tre facce del PD di Sora

«In questi ultimi giorni, infatti, abbiamo assistito alla giocosa querelle insorta a Sora dopo l’elezione dei tre rappresentanti cittadini in seno all’assemblea regionale del Partito Democratico. Secondo il messaggio che i democratici si affannano da mesi a far passare, questa sarebbe dovuta essere l’occasione per cementare il gruppo e lanciarlo verso le sfide del futuro. La realtà dei fatti, invece, dice l’opposto, visto che a qualcuno il terzo elemento eletto all’assemblea proprio non è andato giù. Addirittura, si è preferito scegliere la via dell’omissione, non enunciandone il nome nel comunicato stampa di proclamazione degli eletti. Proprio da questo antefatto, dunque, nasceva il punto di vista riportato nell’articolo di un quotidiano, che titolava il pezzo con un più che eloquente “Il Pd dispettoso”.

A rigor di logica, tuttavia, riteniamo che sarebbe stato anche più appropriato intitolarlo “Le 3 facce del Pd”, cioè quelle che ieri si contendevano, oggi si contendono e domani si contenderanno lo scettro del centrosinistra a Sora. Sembra di essere nel Far West, con tre contendenti a lottare per la vittoria: Di Ruscio, l’emblema del vecchio Pd; Tucci, il nuovo che avanza; Paolacci, l’elemento disturbatore. Tempi difficili e lotte fratricide si prospettano: chi la spunterà?»

Rosalia Bono – Insieme per Sora

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