7 marzo 2014 redazione@sora24.it
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Processo Fava, seconda udienza: per l’accusa la donna fu colpita al capo e strangolata

Nella seconda udienza del processo Fava, sono comparsi in aula i sette poliziotti che hanno condotto l’indagine che ha portato all’arresto di Tonino Cianfarani, unico imputato con l’accusa di omicidio ed occultamento di cadavere. Secondo gli investigatori, Samanta e Tonino si sarebbero scambiati un sms alle 20:03 del 03 aprile 2012 e la stessa notte sarebbe avvenuto l’omicidio. Sempre secondo gli agenti, la scheda del telefono di Cianfarani sarebbe stata inserita in quello della donna. Lo avrebbero scoperto attraverso il codice Imei. Gli indumenti indossati dalla 36enne sorana al momento del ritrovamento del cadavere murato in una casa del centro storico di Fontechiari, inoltre, confermerebbero la tesi del delitto consumato la notte del 03 aprile. Samanta, secondo l’accusa, sarebbe stata colpita violentemente al capo e strangolata. Per la difesa, invece, continuano ad esserci evidenti incongruenze che potrebbero rimettere in discussione l’intero impianto accusatorio.

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