27 agosto 2014 redazione@sora24.it
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Province: «Prima contavamo zero ufficiosamente, oggi contiamo zero ufficialmente» (di Roberto Iacovissi)

Domenica 28 settembre ci saranno le elezioni per il nuovo Consiglio Provinciale, ma noi del popolo non dobbiamo preoccuparci, saranno i consiglieri e i sindaci dei 91 comuni a farlo per noi, che se prima NOI contavamo ZERO ufficiosamente, ora contiamo meno che ZERO ufficialmente. I comizi elettorali sono cominciati già dal 19 agosto e qualcuno ne ha avvertito gli odori, e non solo per via di quelle cucine dai piatti raffinati e dal vino pregiato dove si svolgono gli incontri, ma anche dalla puzza che fa storcere il naso al pensiero di politici di diversa estrazione politica seduti insieme come vecchi amici.

Nel caos d’interpretazione della nuova norma che si era intrecciata sulle posizioni degli ex-amministratori provinciali e nel caso limite di Giuseppe Patrizi, consigliere provinciale prima di essere nominato vicepresidente e poi commissario e quindi nella duplice posizione di ammesso e non ammesso (i commissari non hanno diritto) si evidenzia perfettamente un modo tipico italiano di predisporre tutto in funzione della classe politica e mai nel vero senso di funzione popolare. Viene da pensare che la legge, mai come in questo caso, sia subordinata a delle scelte politiche che più o meno aggradano certi capoccioni o determinati gruppi politici.

Senza girarci intorno LE PROVINCE andavano abolite, bruciate, estirpate dal vocabolario nello stesso modo in cui si è aggirata la sovranità popolare e proprio in previsione di quello schifo che andranno a smuovere, perché tutto rimarrà nella loro cerchia, senza diretto mandato, senza rendere conto al più fesso che per l’occasione non pone più il suo consenso dell’urna, per i tempi che cambiano e per quei poveri candidati che non hanno nulla più da promettere.

Saranno eletti 12 consiglieri in Provincia di Frosinone dai consiglieri comunali dei 91 centri con 2 votazioni differenti, una per il Presidente, l’altra per i consiglieri. Ogni lista avrà dai 6 a 12 candidati al ruolo di consigliere provinciale. Le liste per la carica di consigliere saranno sottoscritte dal 5% del corpo elettorale, quindi da almeno 57 amministratori, le liste per il ruolo di Presidente dal 15% del corpo elettorale, cioè da 170 amministratori: tutto questo non esente certo da spese e con buona pace del tanto clamore per la riduzione dei costi…

Il Presidente durerà per 4 anni mentre il Consiglio per 2. Originariamente la legge stabiliva che tutti gli incarichi dovevano essere esercitati a TITOLO GRATUITO, ma non dimentichiamo che al tempo era il contrappeso della bilancia per fare rimanere in vita le Province, ora che gli italiani sono sazi di chiacchiere e stanchi di proclami, possono persino rimanere indifferenti alle nuove norme che cambiano da ZERO INTROITI a RIMBORSI ed INDENNITA’, lasciando la porta aperta per intervenire ANCORA MEGLIO in futuro.

Diciamoci la verità: ci eravamo illusi! Avevamo pensato che tutte quelle trasmissioni televisive dove i politici facevano a gara per chi si dovesse tagliare indennità o costi della politica con tanto di applausi popolari avrebbero fatto breccia nella Casta!!! La verità è che c’è stato solo fumo negli occhi, nessuno si taglia niente, nessuno fa politica a certi livelli a titolo gratuito.
Ma allora a conti fatti non ci sarà alcun risparmio dalle nuove Province, tenute in piedi chissà per cosa con solo competenze di scuola e trasporti e ( forse, ma solo forse) senza ricevere trasferimenti in denaro dal Ministero.

Con tanto, estremo, coraggio avremmo potuto in alternativa abolire proprio l’idea di Regione, troppo lontana dal cittadino del paese, troppo accomodante per la città capoluogo, e non a caso proprio paesi come Sora pagano in tema di sanità e di ospedali questa lontananza. Invece lo Stato non taglierà nessun ramo secco e le Province si avviano ad essere un terreno di scambi e opportunismi diversi, dove le gerarchie politiche abbineranno poltrone a compiacenti soggetti pronti a voltare le spalle per occasioni mancate. I Comuni più grandi avranno più peso divisi per 5 fasce con Sora (ogni singolo amministratore x 4) sotto quella di Cassino e Frosinone che moltiplicheranno il voto per 5 (il massimo), ma nel grande pentolone chi si ricorderà di fare il bene per il proprio Comune?

Conteranno solo i favori che si faranno gli uni con gli altri perché questa nuova Provincia è finita ancora prima di cominciare, un parto travagliato per un essere con solo teste e tanti braccioli. Le nuove Province, il nuovo Senato legati insieme in un progetto che fa fuori il cittadino comune apre la strada ad una finta democrazia fino a mascherarla in modo abusivo con una vera oligarchia, un processo già iniziato con il Porcellum, oggi pongono forti interrogativi sul futuro tra cittadino e Istituzioni, tra chi non ne può più e chi si cinta di mura sempre più alte per farsi sentire sempre di meno…

Roberto Iacovissi

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