11 gennaio 2015 redazione@sora24.it
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Regione Lazio e turbogas di Sora e Colleferro: due pesi e due misure (di Maurizio D’Andria)

Nel testo una descrizione dettagliata dei due impianti cogenerativi ed una domanda sulle procedure di V.I.A.

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa a firma di Maurizio D’Andria.

«Cari Amici di Verde Liri, gli imputati dipendenti della Regione Lazio sono chiamati in causa nel procedimento penale in corso (nel quale apparite in qualità di Parte Civile), per il parere espresso di “DINIEGO ALLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE” per gli impianti della società proponente Burgo Group SpA perchè a loro dire gli impianti in questione (nuovi impianti cogenerativi) non rientravano nella casistica delle aziende ed impianti da sottoporre a V.I.A. regionale, nel mentre che per tali impianti fosse invece OBBLIGATORIO e NECESSARIO sottoporre l’azienda alla V.I.A. regionale come da D.P.R. del 12 aprile 1996, allegati A, B, D, trattandosi di industria cartaria con produzione di circa 800 tonnellate di carta il giorno e con impianto cogenerativo di 115,564 MW termici + 60 MW della caldaia E3 (a riserva fredda), di cui circa 70 Mw elettrici (al rendimento del 50%), dichiarata nelle categorie IPPC 1.1. e 6.1.

Ricorderete che gli impianti cogenerativi della società in questione sono composti dai seguenti principali elementi tecnici/tecnologici e caratteristiche operative:

  • turbogas modello GE LM2500+G4 di 33 MWe (condizioni ISO)
  • generatore di vapore a recupero
  • n. 2 turbine a vapore
  • sistema di post firing e fesh air
  • camino by-pass e camino principale
  • caldaia E3 a riserva fredda da 60 MWt
  • potenza termica 115,564 MW
  • Consumo di metano 84,3 milioni di metri cubi l’anno (circa 10.000 mt3 l’ora).

La società Burgo Group SpA, tra il passaggio dagli impianti “esistenti” a quelli “nuovi”, dichiarava notevolissimi incrementi di sostanze inquinanti immesse nell’aria di Sora. Quanto sopra come da relazione CTU di stessa Procura della Repubblica di Cassino del 8 settembre 2008. Inoltre, l’impianto di Sora si colloca in una area ad ALTA INTENSITÀ ABITATIVA (>300 ab/km2) come da cartina sottostante.

SORA

Da apposita ricerca documentale svolta in questi giorni, ho recuperato il documento V.I.A. della Regione Lazio del 3 dicembre 2009, prot. 254143 (allegato) rilasciato alla soc. SE.CO. SV.IM srl, registro elenco progetti n. 25/2009 di oggetto “Pronuncia di compatibilità ambientale ex D. Lgs 152/2006 e s.m.i. progetto di Realizzazione di una centrale di cogenerazione a ciclo combinato da 82 Mwt” da ubicarsi nel Comune di Colleferro.

Dal sito di detta azienda (clicca qui) leggiamo che questo impianto cogenerativo È SOSTANZIALMENTE IDENTICO O MINORE a quello installato presso la Cartiera del Sole di Sora, Burgo SpA in quanto presenta queste caratteristiche tecniche industriali:

  • Turbina a Gas (TG) modello GE LM 2500+G4 di 33 MWe (condizioni ISO)
  • Generatore di Vapore a Recupero termico (GVR)
  • n.1 Turbina a Vapore (TV)
  • una caldaia ausiliaria utilizzata, sia per la fase di avviamento che per i periodi di fermata del gruppo turbogas.
  • installazione sulla linea fumi di un sistema di abbattimento NOx del tipo SCR (Selective Catalytic Reactor)
  • Cogenerazione con potenza elettrica di circa 44 MW (rendimento al 53,65%)

Inoltre la società ha predisposto un Sistema di Gestione Integrato conforme alle norme ISO EN 14001, per il controllo dell’impatto ambientale, e OHSAS18001, per la tutela della sicurezza dei lavoratori. L’impianto cogenerativo sito nel comune di Colleferro si ubica in area industriale scarsamente popolata come da foto che segue.

COLLEFERRO

Si sottolinea come nell’impianto cogenerativo (CCGT) di Colleferro di quasi identica conformità a quello della Cartiera del Sole di Sora, sia previsto anche un sistema di abbattimento degli Ossidi di Azoto NOx del tipo SCR (Selective Catalytic Reactor). Detto sistema di abbattimento delle NOx invece è assente nell’impianto cogenerativo (CCGT) della Cartiera del Sole di Sora. Burgo SpA, nella sua Relazione di Screening a pag. 75 dichiara “Come noto (Seinfeld, 1986; Poluzzi, Deserti, Fuzzi, 1998) gli ossidi di azoto in atmosfera concorrono alla formazione di inquinati secondari, cioè prodotti da reazioni chimiche in atmosfera, e in particolare formazione di “smog fotochimico” comprendente ozono troposferico (O3) a seguito di complesse reazioni fotochimiche (sollecitate dalla radiazione solare, motivo per cui si parla anche di ciclo fotolitico) che coinvolgono principalmente gli ossidi di azoto (NOx) e sostanze organiche volatili (VOC)”. Burgo Spa dichiara una emissione in atmosfera di 177 tonnellate di NOx per la sola turbogas a cui vanno sommate le 90 tonnellate annue prodotte dagli “impianti esistenti” (A.I.A. pag. 29-36), per un totale di 267 tonnellate di ossidi di azoto (NOx). Stante il rapporto del 60% di trasformazione delle NOx in polveri secondarie, si otterrebbe un carico inquinante di tali polveri secondarie pari a 160 tonnellate l’anno a cui vanno sommate le 11,5 tonnellate di polveri primarie pure dichiarate dalla Burgo SpA come prodotto della turbogas. Dunque, su Sora si riverserebbero ben 171,5 tonnellate annue di polveri, prevalentemente di tipo PM2,5 (> 95%). E l’impianto cogenerativo della Cartiera del Sole di Sora non prevede alcun sistema di abbattitore di NOx del tipo SRC o SCONOx o EMx.

Come noto, la pratica della Burgo SpA ha data 2006 e si conclude con il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte della Provincia di Frosinone il 22 gennaio 2009. La pratica relativa all’impianto cogenerativo sito nel comune di Colleferro fa presumibilmente data 2008/2009. La struttura della Regione Lazio che nel caso di Sora si è pronunciata per il “diniego alla V.I.A.” è la stessa che nel caso di Colleferro si è pronunciata per un parere “favorevole alla V.I.A.”, cosi come tra i firmatari dei due atti appare almeno uno degli imputati.

Altro caso quello della centrale cogenerativa della cartiera di Garcino (FR) di soli 20 MW pure sottoposta a procedura di V.I.A. dalla Regione Lazio, come da CTU della Procura a pag. 47. Dunque, volendo portare a vostra conoscenza questo nuovo documento ci si chiede :

COME MAI IN UN CASO LA REGIONE LAZIO SI È PRONUNCIATA PER IL DINIEGO ALLA PROCEDURA DI V.I.A. MENTRE IN UN ANALOGO CASO (minore) ESSA SI È PRONUNCIATA DOPO AVER ESPLICITATO L’ITER DI V.I.A. PUR ESSENDO GLI IMPIANTI COGENERATIVI SOSTANZIALMENTE IDENTICI?

C’è da chiedersi come mai i funzionari della Regione Lazio abbiano consentito una tale abnorme disparità di trattamento legislativo. Vi allego l’autorizzazione V.I.A. riferita all’impianto cogenerativo di Colleferro (clicca qui per scaricare il file). Quanto sopra per vostra opportuna conoscenza».

Cordiali saluti
Maurizio D’Andria

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