4 maggio 2015 redazione@sora24.it
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SORA 2016 – Roberto De Donatis lancia l’idea di una “piattaforma civica”

Questa l’idea di Roberto De Donatis, Consigliere Comunale di Patto Democratico per Sora, in vista delle prossime Elezioni Comunali.

«E’ ormai evidente che il triangolo tra Stato, Partiti e Società si è rotto. L’agire politico in passato poggiava sull’azione dei grandi partiti di massa, quali soggetti in grado di tradurre le istanze provenienti dalla società, per determinare l’azione dei propri rappresentanti all’interno della macchina dello Stato. Forse questo meccanismo non ha mai funzionato a dovere, di certo negli ultimi anni a Sora ha prodotto solo disastri, povertà di idee e conseguente degrado sociale ed economico. Le cause sono molteplici e complesse, ma fondamentalmente legate al male tipico della politichetta locale: il virus del Camaleonte. Il Cosiddetto Trasformismo di maniera, la mancanza di coerenza politica, il voler condividere il potere per il potere senza altre finalità hanno portato il nostro territorio verso un’inesorabile decadenza aggravata dalla crisi, ma già in atto ben prima che essa esplodesse. Probabilmente viviamo una fase storica di profonda trasformazione della forma partito, che era legata all’idea del partito di massa. Probabilmente presto verranno spazzati i miseri attori locali che mettono in scena un dramma posticcio che si svolge in due atti: tanto per citare un esempio di moda, oggi dichiaro di essere Renziano (I Atto) domani faccio come mi pare (II Atto). Alla faccia della rottamazione, propongono operazioni di Restaurazione, con spudoratezza e senza scrupoli. Rimane l’attesa di scoprire le reali ragioni di questi improvvisi voltafaccia, un clichè ormai consueto non solo a Sora. Ma aldilà delle evidenze di fatti politici, che stanno caratterizzando questa pessima esperienza amministrativa a Sora, con questi buontemponi che vogliono prenderci/si in giro, dicendo quanto fondamentale fosse evitare il Commissario Prefettizio, resta un fatto certo: NON ABBIAMO PIU’ TEMPO. Abbiamo dovuto digerire un atto aziendale per l’Ospedale SS. Trinità con gravi ridimensionamenti inaccettabili, come la perdita dell’Unità Operativa Semplice di neonatologia, con altri reparti a rischio, preludio di ben più ampi insostenibili tagli. Assistiamo all’esecuzioni di progettualità senza nè capo, nè coda con ampie, a nostro avviso, zone grigie sul piano della legittimità come il progetto dello sbarramento nel Liri, rotatorie-gimkane impraticabili, strade colabrodo, Centro Storico paralizzato da un cantiere mai partito, l’iter dell’affidamento dei servizi della Pubblica Illuminazione e il recente Regolamento della pubblicità e delle pubbliche affissioni, solo per citare gli esempi più freschi, mentre la pressione fiscale ha raggiunto livelli sempre più insostenibili. Azioni politiche e amministrative che nascono da accordi tra partiti, che scimmiottano quanto avviene nel Governo Centrale, impegnato a fare riforme costituzionali, mentre qui a Sora diventa solo un espediente per sopravvivere e spartire potere e interessi di bottega. Stiamo pagando un prezzo altissimo per questa miopia senza prospettiva per l’intero territorio, nel quale Sora dovrebbe essere il faro, in grado di coinvolgere le amministrazioni vicine in un ampio progetto di cucitura di interessi comuni, di aspirazioni, di capacità imprenditoriali, di tradizioni, di storia. Per queste ragioni ritengo improrogabile l’avvio di una fase nuova, la realizzazione di una piattaforma civica fatta di uomini e donne, che, aldilà delle loro appartenenze e sensibilità, anteponga l’interesse generale a quello particolare. Ripartiamo dal basso, dai migliori, a prescindere dalle appartenenze con il solo obiettivo di rimettere Sora al centro del proprio impegno. Senza padroni per tornare ad essere protagonisti del nostro futuro, senza preclusioni, ma cercando di far confluire le migliori risorse della città, reinterpretando la nostra gloriosa tradizione, per esprimere una modernità competitiva e sostenibile. Questo il progetto politico per un 2016 di rinascita, un movimento aperto e partecipato con idee nuove e passione, in grado di rivoluzionare le antiche metodiche fatte di tavoli e caminetti, che in passato portavano i cittadini speranzosi a chiedere per strada ai rappresentanti politici: “State a fa’ qualcosa?” Ecco credo che oggi la domanda dovrebbe essere: “Siamo tutti pronti a fare qualcosa per Sora?”»

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