24 novembre 2014 redazione@sora24.it
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Samanta Fava: emessa la sentenza, 25 anni a Tonino Cianfarani

Un’indagine durata un anno quella condotta dalla Polizia di Stato per riuscire a far luce sulla scomparsa a Fontechiari di Fava Samanta. La donna scompare ad aprile del 2012 e tutto si avvolge in un fittissimo mistero.

Gli investigatori del Commissariato di P.S. di Sora raccolgono ogni giorno importanti e complessi elementi d’indagine che conducono a Tonino Cianfarani, quarantenne manovale di Sora. Le dichiarazioni rese dall’uomo sono contraddittorie e questo rafforza l’ipotesi investigativa dei poliziotti. Dopo le ricerche della donna lungo il fiume Liri, dove l’assassino aveva dichiarato di averla gettata, la Polizia di Stato ricorre al cane molecolare “Orso” ed al georadar.

Da qui la svolta. Orso, condotto nella cantina del muratore, dove avevano portato le risultanze investigative, segnala la presenza di un corpo dietro una parete. Si comincia a scavare e presto si arriva alla soluzione del giallo. Samanta viene ritrovata murata ormai in stato di decomposizione. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di omicidio ed occultamento di cadavere. Questa mattina la sentenza che lo condanna a 25 anni per omicidio ed occultamento di cadavere.

La sentenza nei confronti di Cianfarani, come riportato da Il Giornale Nuovo, è stata emessa nel pomeriggio di oggi dal giudice del Tribunale di Cassino, dott. Capurso. Il Pubblico Ministero Alfredo Mattei aveva chiesto 30 anni. L’avvocato difensore di Cianfarani, Ezio Tatangelo, si legge sul quotidiano on-line diretto da Pasquale Mazzenga, ha annunciato ricorso in appello.

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