4 ottobre 2016 redazione@sora24.it
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“Se son rose…” (di Rodolfo Damiani)

Riceviamo e comunichiamo le seguenti considerazioni politiche a firma di Rodolfo Damiani per la FNP-CISL di Frosinone.

«La testarda volontà di non abbandonare mai i tavoli di possibili confronti, come perseguito dalla FNP, le minacce di fare una riedizione (improbabile) dell’autunno caldo, le reiterate manifestazioni dei pensionati , fra cui quella ragguardevole di p.zza del Popolo, a cui la FNP di Frosinone ha collaborato mobilitando oltre mille iscritti, la ricerca di consenso dell’esecutivo in vista del REFERENDUM , come dicono i contrari a prescindere, hanno finalmente prodotto un confronto serrato e produttivo tra le OO.SS. e il Governo da cui è scaturito non un Protocollo di Accordo ma un Verbale Condiviso. Ribadiamo verbale condiviso perché accanto alle positività riscontrate c’è ancora un lungo cammino per regolamentare fino in fondo una materia che presenta notevoli articolazioni.

“Finalmente un po’ di giustizia per i pensionati”, dichiara la Segretaria Generale della CISL e aggiunge, non significa che “ci accontentiamo: la nostra piattaforma è nella nostra testa e nei nostri cuori”. Quindi per Furlan “il lavoro va avanti, restano ancora tante cose da fare”, ma quello di oggi “è un buon risultato”. “Un’intesa importante che ridà ai nostri pensionati la dignità che per troppo tempo è stata loro negata“. È questo anche il commento del segretario generale Fnp Cisl, Gigi Bonfanti all’incontro conclusivo col governo sul tema delle pensioni. Giudizio pienamente condiviso anche da Antonio Angelucci Segretario della FNP di Frosinone“Dopo anni nei quali ci siamo battuti per affermare i diritti dei pensionati senza ricevere ascolto da parte del governo, assistiamo finalmente ad una presa di posizione con la quale i nostri pensionati ricevono qualcosa senza dare nulla in cambio.

Aver ampliato il numero dei pensionati a cui andrà la 14esima, insieme all’equiparazione della no tax area tra lavoratori e pensionati sono due traguardi importantissimi per noi. Naturalmente non ci fermiamo qui. Via libera dunque ai primi interventi. Nel verbale di cinque cartelle, sono identificate le misure che saranno messe in campo nei prossimi tre anni, fra le quali l’Ape, l’intervento sui precoci e l’estensione e l’aumento della quattordicesima per i pensionati con i redditi più bassi. Questo rappresenta in estrema sintesi sintesi un lavoro che tutti convengono come importante, e riapre la pratica di un metodo di confronto, che sembrava ormai obsoleto. Il pacchetto di interventi strutturali comporta per il Governo di stanziare risorse per 6 miliardi nell’arco di tre anni seguendo una dinamica crescente.

Dal prossimo anno si potrà andare prima in pensione. O con un prestito bancario (l’Ape), a 63 anni d’età; o, se si è fortunati e si ha un anno di anzianità contributiva prima di 19 anni d’età, con 41 anni di contributi (dunque anche a 60 anni d’età). Tra le altre misure previste nel verbale (che saranno tradotte in norme nella prossima legge di bilancio), la riduzione Irpef per le pensioni a livello di no tax area, l’aumento della quattordicesima con estensione a tutti i pensionati con 1.000 euro al mese (oggi spetta a chi prende 750 euro), il cumulo gratuito dei contributi, la ridefinizione dei lavori usuranti, l’introduzione dell’anticipo anche per la pensione integrativa (c.d. «Rita»).

Nel corso del 2017, invece, il verbale prevede l’introduzione di una «pensione contributiva di garanzia» a tutti, il rilancio della previdenza integrativa, il ritorno delle vecchie regole per la rivalutazione delle pensioni. Sarà importante il proseguimento dei lavori e la redazione dei decreti applicativi, visto che ci sono molte caselle da completare e alcune da definire in quanto solo indicate a livello di intenzione. Tra gli elementi ancora da definire ci sono “le platee” per l’accesso all’Ape social (che, grazie a un apposito bonus fiscale, sarà sostanzialmente a “costo zero” per alcune categorie di lavoratori svantaggiati) e per i lavoratori precoci che avranno diritto all’uscita anticipata a 41 anni di contributi. Da definire anche la platea dei lavori usuranti.

Soprattutto su questi temi proseguirà il confronto governo-sindacati. In particolare, sull’Ape social , il confronto tra governo e sindacati servirà per definire i requisiti: come la gravosità del lavoro, le condizioni di salute del lavoratore e «l’ammontare del reddito ponte agevolato» che sarà «interamente a carico dello Stato». Per l’Ape volontaria non è stato ancora definito il costo massimo in termini di onere legato al rimborso. Mentre per l’Ape aziendale, attivabile sulla base di intese negoziali in casi di crisi o ristrutturazioni, si dovrà capire quanta parte del contributo dello 0,30% oggi destinato alla mobilità (che scompare nel 2017) potrà essere utilizzato dalle imprese per finanziare questo prestito-ponte. Al termine di una attenta disanima delle risultanze di questa prima fase di trattative, il Segretari FNP-FR Antonio Angelucci esprime un cauto ottimismo, dettato dalla positività di risposte attese da anni e una soddisfazione palese per aver riaperto il canale della contrattazione come sostenuto soprattutto dalla CISL , certo ancora c’è molto da fare ma se son rose fioriranno».

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