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sabato 6 agosto 2016 redazione@ciociaria24.net

Sora: Agosto mese della Fede (di Rodolfo Damiani)

Congiuntura economica negativa o positiva, agosto riserva a Sora sempre giornate in cui fede e eventi ludici e culturali colmano eventuali criticità delle manifestazioni estive. Con la Celebrazione dell’Assunta inizia il periodo delle grandi Feste Religiose nella città fluviale. Il clima di festa si percepisce fin dai primi di agosto, con lo svolgimento delle funzioni preparatorie di grande fascino per quello che attiene la sfera religiosa; su questo attivismo si distingue per varietà delle iniziative la Confraternita di San Rocco , che oltre al canto corale dell’Uffizio da parte dei Confratelli , tutti i giorni viene recitato il Rosario e con cadenza giornaliera la statua del Santo è soggetto di manifestazioni per l’edificazione dei fedeli.

Santa Maria ha iniziato la novena che terminerà con uno dei canti più antichi dedicati alla Madonna, domenica 7 agosto ci sarà il rinnovo del giuramento e la vestizione dei nuovi Confratelli nel corso della Messa Vespertina.
Anche Santa Maria di Costantinopoli ha iniziato la preparazione all’Assunta e i riti che porteranno alla ricorrenza di Maria Otrigida, con la Confraternita ovviamente impegnata per una serie di cerimonie partecipate.

Non vorrei azzardare con un giudizio secondo cui le tre Processioni sono tre aspetti di una stessa fede: l’Assunta , la Chiesa che con il rapimento di Maria in cielo mostra il compimento della Redenzione in un tripudio trionfale; S.Rocco, la fede sincera, sofferta, vissuta degli umili, che sono per la Chiesa la parte privilegiata del popolo di Dio come apprendiamo dalle Beatitudini “perché saranno consolati, perché di essi è il regno di Dio; S. Maria di Costantinopoli , la fede che conforta, la fede del pellegrino, la fede di chi è costretto a fuggire , come ricorda l’immagine della Vergine che viene salvata dalle mutilazioni dei saraceni grazie al coraggio di alcuni suoi figli, assolutamente in tema con le persecuzioni odierne.

La Confraternita dei Figli di Maria Assunta, Collabora con i portatori della Macchina della Vergine nella preparazione del percorso , nella manutenzione del manufatto e nei piccoli miglioramenti che debbono essere apportati. Particolare solennità assume sempre questa processione con il trasporto della Vergine sulla colonna interpretabile liturgicamente in molti modi , riassunti sempre nella figura di Maria che si eleva sul popolo e lo benedice mentre viene Assunta in cielo. Ottanta Portatori dopo la commovente collocazione della Vergine sulla colonna , riceveranno la benedizione del Vescovo , renderanno omaggio alla Santa Patrona di Sora , poi si apprestano a formulare la loro preghiera attraverso la fatica fisica del trasporto.

Straordinari gli effetti di luce nel contrasto tra la notte e il manufatto illuminato da migliaia di led , che fanno della colonna una struttura diafana, eterea , una sorta di Sentiero al Paradiso. Un trionfo di fede , di folla, di simbolismo religioso , fino al gran finale con l’omelia e la benedizione del nostro Vescovo. ULTRA SIDERA CON MARIA. Due giorni di festa il 14 con la processione in notturna, il 15 con i festeggiamenti musicali per la parte civile e l’estrazione della lotteria a premi.

La Confraternita di San Rocco ieri come oggi segue il magistero di San Rocco, serve come è tradizione in modo pieno e in silenzio la carità, e testimonia la fede, anche con il canto dell’Uffizio, e programma il vero monumento alla devozione a San Rocco con la Processione del 16 agosto. L’Arciconfraternita affonda le sue radici al XV secolo ma guarda in spirito messianico con la certezza della fede alle sfide future, conscia di avere come dote l’arma vincente, l’amore in Dio e nel Prossimo.

Oggi come ieri, domani come oggi, questo è l’impegno canonico della Confraternita di San Rocco, che insegna che la mano destra non deve sapere quello che fa la sinistra e che il vero miracolo non è “alzati e cammina” ma” ti siano rimessi i tuoi peccati,la tua fede ti ha salvato”. Questi sono i principi che reggono e danno forza alla Processione del Santo: la fede sempre uguale, la carità, sorda muta e cieca, la cura dell’anima che incide sulla serenità del corpo. Quando la mattina del 16 al termine del Pontificale del Vescovo, i Fratelli insieme cercano di far procedere incolonnati i fedeli ci si rende conto che questa non è un rito del passato, ma la stessa fede del passato di cui l’uomo di oggi ha riscoperto il bisogno.

Poi il lento peregrinare, cantando e pregando, per le vie di Sora , assiepate di fedeli, come la folla che fece ala a Gesù quando entrò in Gerusalemme e di curiosi anch’essi coinvolti a, malgrado tutto alla sequela di Cristo con San Rocco. Una testimonianza di fede di una intera comunità, coinvolgente, commovente, struggente, diretta efficacemente, senza ostentazioni, con semplicità evangelica dal Pastore, che conosce i suoi agnelli e viceversa. Punto di partenza e punto di arrivo di quella che è una testimonianza attiva e una esemplificazione del cammino della Redenzione, la Chiesa di San Rocco.

Si inizia il 16 con la Processione, la grande fiera, concerto serale dell’Accademia Musicale di Balsorano diretta dal maestro David Radicioli , che si esibirà anche la mattina del 17 in veste di Bande Tourquoise o Marcing Band evoluendo nelle vie del quartiere, la sera per i più giovani la cantante Mietta. Anche per San Rocco ci sarà l’estrazione della tradizionale lotteria. Sul frontespizio di San Pietro è scolpito un motto “NON PRAEVALEBUNT”, sembra scritto per le vicende odierne , invece è li da 500 anni e racchiude il mistero della Chiesa trionfante , e ci fa riflettere sui corsi e ricorsi storici, come il titolo di S. MARIA DI COSTANTINOPOLI . Ha sempre generato curiosità il titolo di Maria di Costantinopoli.

Secondo gli studi più recenti, il titolo di Madonna di Costantinopoli sarebbe legato all’immagine della “Madre di Dio” , appellativo indicato dal Concilio di Efeso del 431, detta Hodigìtria, cioè risalente alla icona di Maria venerata a Costantinopoli in una dimora vicina ai quartieri degli odigos (delle guide), dove abitavano le guide incaricate di accompagnare quelli con malattie agli occhi presso una fonte non lontana, che si riteneva potesse restituire la vista. Questa immagine della Theotocos (Portatrice di Dio)l’aveva inviata da Antiochia alla cognata Pulcheria la moglie di Teodosio II Eudochia, ed era ritenuta acherotipa, cioè non dipinta da mano umana, ma dalla mano di San Luca guidata dagli angeli.

Del ritratto di Maria attribuito a S. Luca, a Costantinopoli sarebbe stata eseguita una copia su tela, dipinta in “a specchio” per cui il Bambino venne a trovarsi nel braccio destro della Madonna. Da quest’ immagine deriverebbe quella denominata “Salus populi Romani”, anch’essa attribuita a S. Luca, venerata nella Cappella Paolina della Basilica di S. Maria Maggiore. Ma le vicende della Hodigìtria di Costantinopoli non sarebbero finite. Nel 1261 Baldovino II, re latino di Costantinopoli, dovette fuggire dalla città sopra una nave veneziana, e si tramanda che avrebbe portato con sé la testa del grande quadro dell’Hodigìtria , conservato dal 1206 nel monastero del Pantokrator, quartier generale dei Veneziani, ritenuta la reliquia più preziosa perché considerata la patrona dell’Impero. Da queste vicende in parte vere in parte da considerare con il metro della fede popolare, si diffonde la devozione a Maria di Costantinopoli.

Il tipo iconografico ritrae generalmente, dominata dalla figura della Vergine, la città turrita e cinta di mura in preda alle fiamme, che alcuni storici descrivono come un imponente incendio; altri spiegano più realisticamente come conseguenza di un assedio di Saraceni. La presa di Costantinopoli da parte di Maometto II nel 1453 determinarono, in questo lasso di tempo molto ampio, l’esportazione delle immagini care al popolo cristiano d’Oriente nei territori dell’Italia Meridionale Non solo, ma anche usi, tradizioni, prassi liturgiche e architettura bizantina fecero sentire il proprio influsso, inserendosi nella cultura storica e popolare del Sud.

Non poche furono le Immagini della Madonna di Costantinopoli la cui devozione si sviluppò in vari centri della Puglia (Bari, Acquaviva delle Fonti), Abruzzo e Molise (Ortona e Portocannone), Campania (Ischia, Terranova e Felitto). A Sora, nella parte periferica della città, verosimilmente a metà strada tra l’abitato e San Domenico si ha notizia che nel XVII secolo esistesse un piccolo edificio di culto, forse una edicola poi trasformata in cappella nel periodo della fioritura del culto alla Vergine.

Potremmo affermare che era un punto dove pellegrini e viaggiatori facevano sosta: una preghiera, acqua, abbondante nel luogo e forse il pane della carità,e così confortati di nuovo in viaggio. Nel 1847 la costruzione fu restaurata ma crollò poi nel terremoto del 1915, per cui fu successivamente ricostruita , il resto è storia nostra . Da secoli La Vergine indica la via ( significato del greco Odigitria) , prima ai pellegrini e ai pochi villici dei dintorni, ora gli abitanti di un quartiere popolare che mantiene i suoi valori e li mostra nella “peregrinatio” , termine appropriato ad una processione che percorre tutto il quartiere, che si ferma con ,della figura della Vergine il paradigma di chi vuole vivere il cristianesimo.

La processione è la manifestazione esterna della fede maggiormente visibile , ma in termini canonici una Processione non è grande per la partecipazione , che attiene anche a fattori ambientali, è grande per quanto di spirituale rappresenta, a quale verità di fede da testimonianza, a quale attributo del titolare della processione vuole offrire ad edificazione dei fedeli. Pensando alle dimensioni delle presenze nelle altre due Processioni, questa non è una Processione grande ma una grande Processione , per i contenuti, per i modi e per la fede che la anima, una fede somatizzata da chi è perseguitato, da chi è cacciato , da chi è considerato diverso. Sabato 20 agosto alle ore 19.00 la solenne Processione e in serata il film “La Polizia è ancora tranquilla” e spettacol musicale “Due Voice” , il 21 “da mattina a sera… una giornata in fiera” X edizione , nel pomeriggio IL COMITATO offre ai bambini POP CORN e Zucchero Filato , si chiude con”Belli e Ribelli in Tour”.

RODOLFO DAMIANI

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