giovedì 13 aprile 2017 redazione@sora24.it

SORA – Giornata intensa per i Carabinieri: tre arresti e una denuncia

Giornata intensa per i carabinieri del Comando Compagnia di Sora, che nel corso di un servizio diretto al contrasto dei furti in abitazione, delle truffe nonché delle attività volte allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno effettuato tre arresti e una denuncia.

In particolare: a Casalvieri, durante un posto di controllo, è stato tratto in arresto un 28enne con precedenti specifici per stupefacenti, che alla vista dei militari ha tentato di disfarsi di un involucro in cellophane lanciandolo dal finestrino dell’autovettura. Il movimento non è sfuggito agli operanti che prontamente lo hanno recuperato, accertando la consistenza di gr. 1,5 di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” mentre la successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire ulteriori gr 8,5 di analoga sostanza stupefacente, nonché un bilancino elettronico di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Il tutto è stato posto sotto sequestro, mentre il prevenuto è stato posto al regime degli arresti domiciliari a disposizione dell’A.G..

A Vicalvi i militari hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, una 43enne casalinga, che presso il locale ufficio postale aveva tentato di incassare un assegno circolare falso dell’importo di euro 25.000,00 a lei intestato, venendo però smascherata dagli impiegati che richiedevano l’intervento dei Carabinieri che l’hanno tratta in arresto. La donn, ultimate le formalità di rito, è stata accompagnata presso la sua abitazione in regime degli arresti domiciliari a disposizione dell’A.G..

A Sora, infine, è stata controllata un’autovettura con due donne a bordo, provenienti dalla capitale, una 26enne e 36enne, le quali sono risultate più volte segnalate per reati contro il patrimonio e sorprese mentre erano intente ad osservare alcune abitazioni della zona. A seguito di perquisizione personale e veicolare sono stati rinvenuti vari arnesi atti allo scasso occultati nel vano portaoggetti. Le stesse sono state deferite in stato di libertà per “possesso ingiustificato di strumenti atto allo scasso”. Nel corso degli ulteriori accertamenti è emerso inoltre che una di esse era colpita da un provvedimento definitivo di carcerazione di anni 5 e mesi 2 per reati contro il patrimonio commessi in Roma e, pertanto tratta in arresto e associata al carcere femminile di Roma Rebibbia.

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