26 ottobre 2013 redazione@sora24.it
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“Sora sembra una croce!”

“Nel mese di aprile scendevo dal Santuario Madonna della Figura, di sera, con a fianco un ragazzo delle elementari. Ad un tratto questi, guardando il panorama di Sora illuminato da tante luci, di botto ha esclamato: “Sora sembra una croce!”. E non si sbagliava. La zona di S.Domenico, infatti, appare come un piedistallo, il rettilineo che porta in città, è il tronco, il centro urbano dai Passionisti fino ai limiti di Broccostella ha i movimenti della trasversale, l’appendice in alto è costituita dal cuore storico.

E’ questa un’immagine come tante altre. Ma ci è sembrata assai pertinente in questa situazione particolare della città, alla vigilia del rinnovo del Consiglio Comunale, dopo la fine traumatica della precedente amministrazione culminata con lo scioglimento anticipato e con la nomina del Commissario Prefettizio. Con questo non si vuol dire che Sora sia proprio in croce, ma che sia rimasta indietro rispetto al progredire dei centri viciniori è constatazione comune. Uno dei segni della stasi nella nostra città si desume dai dati ufficiali del censimento dello scorso autunno (1982 ndr).

La popolazione dell’agosto 1979 è scesa da 27.407 a 25.675 abitanti, con un saldo negativo di 1.732 unità. Sora ha subito come un salasso, tanto che Alatri, Ceccano, Anagni stanno per insediarle il terzo posto nell’ordine dell’importanza dei centri della provincia, dopo Frosinone e Cassino, ormai consolidatesi alla prima e alla seconda posizione.  Il decremento demografico non si deve solo alla diminuita natalità, ma all’appiattimento dei valori ideali, che hanno mortificato un po’ lo spirito d’iniziativa e di intraprendenza. Sora è rimasta indietro in molti settori. L’industrializzazione, attualmente asfittica, ha visto il rallentamento  del commercio e la quasi scomparsa dell’agricoltura. Le vie di comunicazione sono rimaste quelle che erano e, quando arriveranno le nuove forse sarà troppo tardi.

Di fronte a questa situazione qualcuno comincia a versare le lacrime di coccodrillo. Ma questo non giova. I nuovi amministratori che scaturiranno dalle urne domenica 26 giugno, dovranno farsi carico delle grandissime e composite difficoltà che stringono la città come in una morsa e dalle quali è necessità categorica tirarsi subito fuori con un robusto, anche se sofferto, strattone.

Chi sarà eletto anzitutto dovrà concepire il suo mandato come un servizio alla cittadinanza. Per questo tutti si auspicano di non assistere più alle meschine beghe del passato. Sora crescerà solo con la concordia. Inoltre occorre portare in Consiglio Comunale un po’ più di fantasia per superare gli angusti limiti del paese. Alla fantasia degli amministratori farà seguito l’entusiasmo dei cittadini. E Sora sarà salva!”

Contenuti tratti da “Vita Sorana”, mensile di attualità cittadina, Anno XI MAGGIO 1983

N.B. La foto di copertina, risalente al 1986 e scattata allo Stadio Trecce, all’epoca fiore all’occhiello sportivo che tutta la provincia ci invidiava, sta a significare che quel che per noi bambini degli anni ’80 era tutto rosa, probabilmente per le persone più mature era invece grigio, forse addirittura nero.

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