12 giugno 2014 redazione@sora24.it
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SPIGOLATURE di Rodolfo Damiani

I MARO’ – La Conferenza Stampa con le dichiarazioni dei nostri MARO’ prigionieri perché soldati di una terra che non è più Patria e non è più Nazione, dove tutto è sacrificato al Dio denaro e i valori sono senza valore. VERGOGNA, ma oggi per l’Italia è una espressione pleonastica, non hanno più neanche il senso della vergogna. Ricordate il detto contadino “chi più sporca la fa diventa priore” è il logo di un certo tipo di politicioitaliano.

I PENSIONATI – 6.768 giorni senza aumenti di pensione, ma come tutti gli altri stanno pagando i balzelli che permettono ai ladri di stato di rubare, all’imbonitore del mercato di S. Lorenzo a Firenze di vantarsi per le scelte discriminatorie fatte e a prosperare tangentisti, mafiosi e bancarottieri, senza i quali potremmo essere un paese normale.

LA SANITA’ – Nel Lazio stiamo ancora pagando i guasti di almeno quattro Presidenti, il cui comportamento ci ha portato allo sfascio di oggi. In particolare soffrono le provincie, perché chi ci rappresenta al consiglio Regionale non ha il coraggio di chiedere le dimissioni a Zingaretti e ai suoi pretoriani. Su come funziona la Sanità siamo tutti d’accordo: con un cortese eufemismo male. In provincia di Frosinone se prendiamo gli atti dei vecchi ospedali, sapete quelli con le suore dai cappucci svolazzanti, ci potremmo accorgere che eravamo meglio assistiti e rispettati. Ricordate le prestazioni strumentali, che sono, come il vino, d’annata, ricordate gli ambulatori chiusi per gran parte della giornata, con LISTE DI ATTESA DRAMMATICHE E NECESSITà DEI PAZIENTI DI ANDARE DAL PRIVATO, ma fosse tutta una strategia. Nella sanità c’è lavoro, gli stipendi si guadagnano in Italia e si spendono in Italia, tutti riconoscono che i soldi impiegati nel sociale ritornano con effetto moltiplicatore  nel PIL, ma qui non si assume, è drammatico, magari i soldi per assumere un giovane si preferisce spenderli acquistando prestazioni sul mercato libero. Non può andare. Nella ASL di Frosinone, dopo il terremoto della chiusura di reparti ad Alatri e a Sora, la cosa serve, secondo il principio vi metusque, come per il passato per far ingoiare chissà quale rospo del nuovo atto aziendale, e privilegiare i soliti “più uguali”, dal cappello a cilindro spunta il coniglio bianco, si apre l’hospice di Isola del Liri, con quattro posti per malati di tumore in fase terminale. Come in passato vorrei conoscere ufficialmente nero su bianco la Mission dell’Hospice, che non è essere esclusiva per oncologia, con quale risorse si finanzia, certamente non vorremmo che si spogli un altare per vestirne un altro, con quale personale vista la carenza assoluta, oppure… Vedete quanti dubbi vorrei mi fossero chiariti scusandomi di involontari errori “ABSIT INIURA VERBIS”.

ZACCAGNINI – Un gruppo di avvocati sta studiando le discriminazioni della sanità in CIOCIARIA, in quanto stanno emergendo fattispecie di mancata assistenza, di interruzione di pubblico servizio, quando si chiudono le liste di attesa e di violazione della Costituzione. Sappiamo tutti che lei è il meno colpevole, ma lo dimostri intervenendo.

Rodolfo Damiani

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