20 ottobre 2015 redazione@sora24.it
LETTO 3.718 VOLTE

TURBOGAS E CARTIERA DEL SOLE DI SORA: CONTESTATO IL DISASTRO AMBIENTALE (di Maurizio D’Andria)

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma di Maurizio D’Andria, Coordinatore Class Action per 102 firmatari.

«Voglio preliminarmente ricordare ai sorani, agli isolani e ai lavoratori della Cartiera del Sole di Sora – Burgo SpA che a seguito dei miei esposti alla Procura di Cassino, la Burgo SpA ad oggi ha tirato fuori dalle proprie tasche soldi per pagare i lavori di realizzazione di 800 metri di marciapiede (che dalla cartiera vengono verso il centro) più l’illuminazione pubblica posta su questi marciapiedi (circa 50 pali luce), più 400 alberi che il Comune pianta dal 2010 qua e la per Sora, più la messa a norma di 15 camini emissivi di polveri, dotandoli di filtri “a tasca” che raccolgono le polveri prodotte dal macchinario sottostante mentre prima dell’agosto del 2013, data di loro installazione, queste polveri venivano buttate liberamente nell’aria di Sora e negli ambienti di lavoro a grave danno della salute dei residenti limitrofi e degli stessi operai cosa che è valsa, a chiusura delle indagini, la contestazione del reato di disastro ambientale.

I miei esposti ad oggi perciò hanno prodotto un valore economico e di servizio a favore dei sorani, isolani e dei lavoratori della cartiera pari ai soldi spesi dalla Burgo SpA per i lavori su detti, senza contare la parziale riduzione del rischio sanitario pubblico, la riduzione dei costi clinici delle possibili malattie indotte, i costi sociali e umani connessi all’inquinamento atmosferico parzialmente ridotto. Ad oggi un buon risultato, ricordiamocelo. Un altro mio esposto del 2012 ha avviato una nuova indagine della Procura di Cassino di cui ci occupiamo in questo articolo, che comandando una ispezione in loco della Polizia Giudiziaria ha contestato alle persone inquisite (ben 10) diverse incriminazioni di reati penali pesantissimi che si definiranno meglio in sede processuale fissata a partire da marzo 2016 e nel quale io appaio come parte offesa e dunque, parte civile. Data la riservatezza della documentazione agli atti in Procura, avendone fatto una attenta lettura posso raccontarvi i principali capi di imputazione rivolti a 6 persone di ARPA Lazio Frosinone, 2 dirigenti della Cartiera del Sole, 1 di una società di monitoraggio dei fumi per conto della Burgo SpA e uno della Provincia di Frosinone.

Particolarmente significativi risultano essere i resoconti delle ispezioni in cartiera redatti dagli ispettori del nucleo NIPAF e CFS di parte Procura di Cassino contenute negli 11 faldoni di documenti raccolti e riferiti alla “chiusura di indagini”. Sottolineo che si tratta al momento di contestazione di reati e non di condanne, contestazioni avanzate dalla Polizia Giudiziaria presenti nella “Comunicazione notizia di reato”, procedimento penale n. 1069/2013 RGNR emesso dalla autorità inquirente. Atti che i nostri avvocati Massimiliano Contucci e Riccardo Lutrario hanno acquisito e portato a conoscenza del Giudice Sordi che sta curando la nostra Class Action a firma di 104 cittadini sorani ed isolani, onde evidenziare le gravissime responsabilità in materia di inquinamento atmosferico da polveri della Cartiera del Sole – Burgo SpA di Sora e chiedere perciò un suo urgente intervento precauzionale per mettere in sicurezza gli impianti emissivi, particolarmente la centrale cogenerativa – turbogas che immette nell’aria di Sora enormi quantitativi di micro polveri del tipo PM2,5 (come da monitoraggi di ARPA Lazio Frosinone) prodotte dalla combustione di 84,5 milioni di metri cubi di metano l’anno della turbogas (10.000 metri cubi l’ora, + 65% rispetto alla situazione precedente, 24 ore al giorno per 360 giorni l’anno), polveri queste estremamente invasive e cangerogene, che aumentano il rischio per la salute umana già allo stadio di feto in grembo della mamma e poi rischio di insufficiente sviluppo del cervello del nascituro, rischio di insufficienza polmonare, con induzione del rischio di malattie cardio respiratorie, del rischio di sviluppo di cancro e tumori per tutti i residenti (come riportato da tutte le ricerche medico scientifiche svolte fino ad oggi) presenti nel raggio di almeno 10 chilometri dalla cartiera. Da qui la necessità di far dotare urgentemente (ex art. 700 c.p.c.) i filtri anti PM2,5 alla turbogas della Cartiera del Sole di Sora come già dotati ad esempio da identica turbogas, stesso modello GE LM2500+G4 ma leggermente meno potente di quella di Sora, in servizio presso la società Termica Colleferro Srl che fornisce elettricità non solo ad una azienda ma a tutte quelle presenti nel distretto industriale (vedasi http://www.termicacolleferro.it/index.php/impianto/impianto-centrale-colleferro).

Questi i reati contestati alle persone coinvolte in detto nuovo procedimento penale. Art. 479 c.p. con l’aggravante costituita dall’aver falsificato un atto pubblico facente fede fino a querela di falso (falso per omissione); Art. 361 c.p. (omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale); Art. 434 c.p. (revoca della sentenza di non luogo a procedere); Art. 328 c.p. (rifiuto di atti d’ufficio); Art. 483 c.p. (falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico); Art. 279 comma 2. Negli atti in questione, a cui ho avuto accesso come persona offesa, vi sono le risultanze delle ispezioni in Cartiera del Sole effettuate nell’aprile 2013 e seguenti a cura della Polizia Giudiziaria comandata dalla Procura di Cassino e particolarmente dal NIPAF e C.F.S. che rilevano sommariamente i seguenti fatti da me estrapolati come seguono. Intanto, I RUMORI risultano essere di parecchio sopra i valori normati, soprattutto nelle ore notturne, cosa questa già gravissima.

Relativamente alla gestione del Sistema di Monitoraggio in Continuo delle Emissioni (SMCE) del camino E300 (turbogas), i dati ottenuti non sono redatti conformemente alle indicazioni di legge. L’analizzatore dell’ossigeno manca della prevista certificazione, mentre per l’analizzatore del monossido di azoto, come si evince dal rapporto di prova n. 1043 del 06/06/2012 della stessa ARPA Lazio, c’è un non corretto funzionamento del convertitore NO2 —>NO (biossidi di azoto-ossidi di azoto)”. Che vorrà dire? E’ accertato che anche il camino E300 (turbogas) ha il piano di campionamento non conforme alla prevista normativa tecnica e che pertanto TUTTE le misurazioni effettuate non hanno valore giuridico in quanto inattendibili. Tant’è che si contesta anche il reato di DISASTRO AMBIENTALE per le enormi quantità di polvere tale da mettere in serio pericolo la pubblica incolumità. Nei documenti si legge che il sistema di abbattimento polveri non è stato previsto in autorizzazione A.I.A. proprio in quanto il parere dell’ARPA Lazio ha evidenziato che, essendo le emissioni al di sotto dei limiti, i camini non necessitano di alcun che. Tutto ciò a fronte di una evidente irregolarità dei camini stessi.

Le foto e i filmati realizzati sono alquanto esplicativi di una situazione che configura un vero e proprio disastro ambientale. In prossimità dei camini la situazione fino a luglio 2013 era agghiacciante. I danni per la salute pubblica sono considerati inimmaginabili, se si pensa che tutte queste polveri sparse in atmosfera vengono respirate dalla popolazione che vive nelle vicinanze dello stabilimento. Un vero e proprio disastro ambientale a danno dei dipendenti della società e di tutta la popolazione che vive nei pressi dello stabilimento. Si deve inoltre considerare che non possono essere considerate valide tutte le misurazioni effettuate sui camini E300, E303, E304 ed E305 dell’impianto turbogas, ed alla luce di tutte le omissioni ed i falsi riscontrati, ci sono notevoli dubbi sull’effettiva rispondenza di quanto emesso in atmosfera da codesto impianto rispetto a quanto autorizzato.

Oltre alle evidenze sopra descritte, e a riprova del fatto che le emissioni in atmosfera da parte della Burgo Group SpA stabilimento di Sora hanno determinato un disastro ambientale, vi sono i risultati dell’ultima campagna di monitoraggio della qualità dell’aria in Comune di Sora anno 2012 e 2013, alquanto sconfortanti per i livelli di polveri sottili dispersi nell’aria. E’ stata accertata la violazione delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione provinciale (A.I.A.). In particolare si richiede l’interdizione dai pubblici uffici ex art. 289 c.p.p. per i suddetti soggetti in quanto vi è il serio e concreto pericolo che gli stessi possano inquinare le prove. Non solo ma l’esercizio delle loro funzioni di tecnici di ARPA consente di poter reiterare il reato anche riguardo analoghe situazioni presenti in altre aziende della Provincia di Frosinone. Si richiede altresì di valutare il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. dei camini per le emissioni in atmosfera siglati E300, E303, E304 ed E305 anche alla luce del fatto che comunque lo stabilimento Burgo Group SpA di Sora ha in autorizzazione degli impianti di riserva necessari a sopperire ai periodi di fermo dell’impianto turbogas.

Sorge spontaneo pertanto il dubbio circa l’effettiva potenza installata, circa l’effettiva quantità di emissioni e di energia realmente prodotta o producibile in relazione al ciclo di lavorazione (cartiera), è facile a questo punto ipotizzare che forse sin dall’inizio l’idea della società fosse quella di voler principalmente produrre corrente elettrica e pertanto al fine di ottenere delle agevolazioni e semplificazioni sulle autorizzazioni necessarie, abbia artificiosamente rappresentato, grazie anche alle omissioni dell’ARPA Lazio quale organo tecnico preposto al controllo, all’autorità amministrativa preposta una realtà ben diversa dallo stato di fatto. Il sig. Sorge ex direttore della Cartiera del Sole dichiara poi che il camino E300 relativo alla centrale Turbogas, sarà oggetto di uno specifico studio finalizzato a proporre un nuovo approccio al calcolo di portata, mantenendo l’attuale camino. Mica vorrà dire che 3+3=4 ?

Ora le nostre domande sono queste. Quali PM compariranno in sede di giudizio a rappresentare l’accusa in questo nuovo procedimento penale? Le Pubblico Ministero dr.ssa D’Orefice e dr.ssa Affinita che hanno svolto le indagini o un magistrato o avvocato facente funzione che non ne sa nulla e che trovandosi di fronte 11 faldoni …cosa farà? E’ questo che vuole la Procura della Repubblica di Cassino? Ricordiamo l’assoluzione dei 3 funzionari di Regione Lazio per la violazione della V.I.A. sancita dal giudice Olga Manuel della Procura di Cassino, sentenza non ricorsa in appello da stessa Procura e dalla PM dr.ssa Siravo. Perchè? In sede di Class Action – azione collettiva, invitiamo perciò il Giudice Sordi, presa visione della documentazione da noi consegnatagli, ad ordinare urgentemente la messa a norma dei camini della turbogas, come già ordinato dalla autorità competente Provincia di Frosinone senza la quale è impossibile svolgere alcun monitoraggio (perchè senza valore giuridico) e soprattutto, di ordinare precauzionalmente l’installazione delle migliori tecnologie disponibile per l’abbattimento delle micro polveri PM2,5 (impianto SRC e filtri EMx) alla turbogas. Vogliamo l’applicazione della Legge per la tutela della salute di 40.000 residenti (neonati, bambini, anziani, malati, e tutti gli altri). Non vogliamo morire di tumore per cause industriali e di Procura».

Commenti

wpDiscuz
Menu