10 luglio 2014 redazione@sora24.it
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Un pensiero per la famiglia Paolelli, da Sora…

Tre morti e quattro feriti, questo è il bilancio della tragedia avvenuta ieri in località San Donato a Tagliacozzo, circa 50 km da Sora. L’esplosione della casamatta della “Pirotecnica Paolelli” ha ucciso il figlio del titolare e due operai. I cadaveri sono stati recuperati al termine di un lungo lavoro da parte dei Vigili del Fuoco, impagabili come sempre. Tre gli scoppi che si sono succeduti nel giro di un quarto d’ora a partire dalle 13:35.

La gente residente nella zona pensava ad un terremoto, ma poi, osservando la grande nube che si sollevava da terra ha subito intuito che si trattava della priotecnica. Lo spostamento d’aria è stato impressionante, danni sono stati riscontrati anche a qualche chilometro di distanza dala tragedia. Immediati i soccorsi, con numerosi mezzi del 115 e delle forze dell’ordine giunti sul posto a sirene spiegate. Lapidario il commento di uno dei soccorritori: «Siamo all’inferno».

Come non ricordare quel nefasto Lunedì 12 Settembre 2011, quando a Carnello, nel territorio del Comune di Arpino, a pochi metri dal confine con Sora, esplose la “Pirotecnica Arpinate”. A causa della potentissima deflagrazione, morirono Claudio Cancelli, Giuseppe Cancelli, Giovanni Cancelli, Giulio Campoli, Enrico Battista e Francesco Lorini. Ancora una volta i Cancelli, uniti ad alcuni dipendenti dell’azienda, pagavano con la vita l’amore per una grande tradizione di famiglia, diventata nel tempo un lavoro ben fatto ed apprezzato ovunque. In passato, difatti, altre date scandirono tragicamente il tempo di questa famiglia, nel Luglio del 1968 e nel Luglio del 1994.

Ieri si leggeva su Facebook: «I Cancelli oggi sono tutti vicini alla famiglia Paolelli». Non potrebbe essere diversamente. Troppo grande e simile è il dolore di queste famiglie, che svolgono un mestiere sì pericoloso ma tradizionale, un lavoro che coinvolge inevitabilmente tutto il clan. Lo tramandano di padre in figlio da tanti anni, è qualcosa che li identifica, li rende unici. Come unici sono quegli impagabili momenti che noi spettatori viviamo con il naso all’insù mentre loro ci fanno sognare attivando le batterie ed illuminando il cielo notturno con mille colori.

Lorenzo Mascolo – Sora24

httpv://youtu.be/QVcUUVKdjKE

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