27 luglio 2014 redazione@sora24.it
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Vendono su Internet automobili inesistenti: pizzicati ed arrestati due “compari”

Si spacciavano per concessionarie e incassavano gli acconti per l'acquisto delle automobili

Utilizzavano un noto sito internet dedicato alla compravendita di auto e moto spacciandosi per concessionarie della Capitale e inserzionando autovetture inesistenti in vendita. E’ questa l’attività truffaldina messa in piedi da un cittadino romeno di 30 anni ed un suo complice romano di 47 anni, entrambi con precedenti. I due “compari”, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere, avevano da tempo fiutato e gestito l’affare: da quel che è emerso durante le lunghe indagini dei militari, infatti, i due avrebbero creato e gestito almeno due concessionarie auto fittizie e, utilizzando quelle denominazioni, avrebbero inserito annunci di auto in vendita sul portale internet e incassato acconti da parte dalle ignare vittime pari al 20% del prezzo pattuito durante la compravendita.

Tali pagamenti avvenivano esclusivamente tramite bonifico o assegno e le somme venivano incanalate in un conto corrente postale. Dopo aver incassato i soldi, le società venivano chiuse e i gestori sparivano col malloppo, per poi rientrare nel business con la creazione di una nuova società e ingannando altre persone sempre tramite annunci fittizi sullo stesso portale. Le vittime, ovviamente, rimanevano senza auto e senza soldi. Sono decine le denunce sporte dalle vittime, provenienti da tutta Italia, soprattutto dal Centro-Sud.

Tramite le coordinate del conto corrente postale, però, i Carabinieri si sono messi sulle tracce dei due truffatori “pizzicandoli” proprio mentre stavano prelevando da uno sportello Postamat 7mila euro in contanti. A quel punto gli sono piombati addosso i Carabinieri che li hanno smascherati e portati in caserma. Il cittadino romeno, mente e gestore della combriccola, è stato sottoposto a fermo di P.G. e portato nel carcere di Regina Coeli, il suo complice, che era da poco entrato in società con il 30enne, è stato denunciato a piede libero. Entrambi dovranno rispondere di truffa e riciclaggio.

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