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mercoledì 10 agosto 2016

Vittorio De Sica, Antonio Valente, Mario Zampi e, come se non bastasse… Aldo Florio!

Ora, non per essere ripetitivo ma, condividete di tutto e di più su facebook, se non apprezzate quello che state per leggere allora saremmo proprio al colmo, per cui vi prego, specialmente ai miei amici concittadini sorani di non essere preda della pigrizia e di premere “mi piace” e “condividi”! Detto questo, state tranquilli, stavolta non c’è nessun articolo di cronaca rosa o di gossip o altro ad istigarmi ma dovete capire che la mia passione per il Cinema ha avuto modo di concentrarsi molto sul cosiddetto “Cinema di Genere”, quel cinema, cioè, fatto di film comici, polizieschi (o poliziotteschi che dir si voglia), thriller, horror, fantascientifici, western etc.

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Beh pensate che a Sora, evidentemente per una qualche sinistra composizione chimica del terreno, negli anni abbiamo avuto non uno o due (come sovente siamo abituati a pensare) illustri concittadini che si sono distinti nell’arte cinematografica ma svariati altri.
De Sica ha rappresentato l’apice assoluto non solo per Sora ma per l’Italia e si va a collocare, nel mondo, tra i più grandi geni di sempre.

Tuttavia, come detto, a me piace e ritengo fondamentale (e tutt’altro che minore) anche il cinema apparentemente di serie B (che De Sica stesso, per varie ragioni, non disprezzava) e non solo a me, dal momento che per decenni, specie tra gli anni ’60 e ’70, quando la produzione cinematografica italiana sfornava quantità industriali di film di ogni tipo, il “Cinema di Genere” era letteralmente ciò che garantiva a tutti, e quindi all’industria stessa del Cinema, di sopravvivere.

Fatto è che il 3 Gennaio del 1925 nasce a Sora Aldo Florio, aiuto regista, sceneggiatore e regista cinematografico che comincia il suo percorso (tra gli altri lavori) con “Il Cambio Della Guardia” film diretto (in parte) da Sergio Leone (prima che desse il via all’epopea degli Spaghetti Western) sostituito in corsa da Giorgio Bianchi e con protagonisti Gino Cervi e Fernandel in ruoli diametralmente opposti a quelli di Peppone e Don Camillo (Fernandel interpretava un antifascista comunista convinto e Gino Cervi addirittura un podestà fascista).

Successivamente Aldo Florio esordisce come regista nel 1966 quindi in pieno boom Western con il film I Cinque Della Vendetta.
Tra il 1966 e il 1998 ha girato 6 film tra i quali spicca Una Vita Venduta del 1976 ambientato durante la guerra civile spagnola ed ispirato al racconto L’Antimonio di Leonardo Sciascia.
Nel corso della sua carriera Aldo Florio ha diretto, tra gli altri, Giorgio Albertazzi, Gordon Mitchell, Arnoldo Foà, Fabio Testi ed Enrico Maria Salerno e come detto ha svolto anche l’attività di sceneggiatore lavorando con Joe D’Amato (con cui realizza due film di fantascienza, Endgame e I Gladiatori Del Futuro) e Bruno Corbucci (sua la sceneggiatura de Il Ficcanaso con Pippo Franco).

Aldo Florio vive a Roma, ha 91 anni ed è l’ennesima dimostrazione di quanto sia forte e quindi incredibilmente importante il legame tra la città di Sora ed il Cinema.
Cosa aspettiamo, dunque, a prendere di petto questa nostra inesauribile risorsa culturale, il Cinema, cominciando dal rivalutare tutti i nostri illustri concittadini da Vittorio De Sica fino ad Aldo Florio ed oltre (perché non finisce certo qui!).

Tiziano Rea

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