1° Maggio 1978: si compie il primo atto del “Sogno Bianconero”

A 40 anni esatti da quella magica giornata, ripercorriamo il primo miracolo del Sora Calcio targato Claudio Di Pucchio.

Verso la metà degli anni ’70, il Sora Calcio visse un periodo di grande incertezza. Tra il 1974 e il 1976, la squadra bianconera giocò alcuni campionati anonimi in Promozione, puntando a salvarsi e senza aspirare a salire di categoria. I giocatori migliori venivano ceduti sistematicamente e ogni anno si rifondava l’organico a discapito dell’amalgama, dell’abitudine ad allenarsi insieme, insomma di tutti quegli elementi alla base di un collettivo coeso e vincente.

Oltre alla mancanza di obiettivi importanti (la Serie D era considerata una categoria troppo impegnativa), persisteva all’interno del sodalizio bianconero anche un certo disagio dirigenziale. La fase di stallo si concluse nell’estate del 1976, quando il Sora andò in autogestione senza dirigenti. All’inizio della stagione successiva, la squadra non aveva neanche le maglie: giocava con quelle della squadra dell’ospedale SS. Trinità.

La vicenda toccò il cuore dell’indimenticabile sindaco Nicola Tersigni, che appoggiò in tutto e per tutto la causa bianconera. Tutto intorno, spuntò un “sottobosco” di professionisti che diedero il proprio contributo alla causa senza risparmiarsi: i dottori Lello La Posta, Antonio Nicoletti e Sandro Guadagni, solo per citarne alcuni.

I primi mesi furono difficili, ma l’orgoglio sorano di tutti riuscì a vincere ogni inerzia e la compagine volsca iniziò dignitosamente il suo percorso. Nel Febbraio 1976, arrivò la svolta tanto attesa: al termine di una meticolosa ed efficace mediazione tra il consigliere comunale Prof. Celso Costantini e alcuni imprenditori della città, si riuscì a costituire una nuova società. La squadra ne risentì molto positivamente e terminò il campionato al settimo posto.

L’anno successivo, con una nuova società al timone e una squadra collaudata, il Sora vinse il campionato e tornò finalmente in Serie D. Non solo: si aggiudicò anche gli altri due campionati nei quali era impegnato con le squadre giovanili, ovvero i tornei Berretti e Juniores. Lo stadio Sferracavallo era di nuovo pieno come un uovo, la partita era l’evento della settimana, si era compiuto il primo dei tanti miracoli calcistici del Sora.

Questa la formazione tipo che conquistò la quarta serie: Centioni, Forletta, Francione, Tamburrini, Botti, Cirelli, Zappacosta, Maltese, Martinelli, Cimarrusti, Di Stefano. A disposizione: Di Nardo, Dell’Unto, Di Marco, Salvatici. Allenatore e giocatore: Mister Claudio Di Pucchio, la cui benedetta ostinazione fu a dir poco fondamentale per realizzare il primo atto del “Sogno Bianconero”.

Quella del “Maestro” era una vera e propria “officina” di campioni e di gioco decisamente moderno: nella seconda metà degli anni ’70, anche sul terreno dell’attuale Claudio Tomei incominciavano a vedersi partite preparate non contro l’avversario ma per il pallone. Erano i primi anni del pressing, del fuorigioco e di tutti quei concetti che oggi sono alla base del giuoco del calcio.

Questi, invece, i magnifici cinque che resero possibile tutto ciò: Rocco Aprile (Presidente), Vincenzo Parravano (Amministratore), Antonio Fiorini (Presidente Giovanili), Agostino Alati (Consigliere), Alfredo La Posta (Consigliere). Tutto ciò, naturalmente, senza contare tutti quelli che hanno contribuito alla causa silenziosamente e con altrettanta concretezza.

Oggi, 1° Maggio 2018, a 40 anni esatti da quel magnifico giorno che sancì il ritorno del Sora Calcio in quarta serie, vogliamo ricordare con affetto un vecchio caro punto di partenza, che, forse, ancora prima dell’epopea di fine anni ’80 e inizio anni ’90, gettò le basi per il raggiungimento di traguardi impensabili per l’intera, numerosa, unica ed appassionata tifoseria sorana.

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