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11 Febbraio 1848: Re Ferdinando concede la Costituzione. Sora festeggia, il Vescovo no

In tutto lo Stato, compreso il Distretto sorano, erano scoppiati tumulti che bisognava in qualche modo placare. Da lì a poche settimane, tuttavia, scoppiò anche la Prima Guerra d'Indipendenza.

L’11 Febbraio 1848 Re Ferdinando II di Borbone promulgò la Costituzione del Regno delle Due Sicilie. Per la verità il documento era stato concesso un paio di settimane prima, allo scopo di placare le sommosse scoppiate in tutto lo Stato. Erano gli anni del Distretto di Sora in Provincia di Terra di Lavoro e a rappresentarci presso il Parlamento Napoletano c’era Ernesto Capocci di Belmonte, scienziato e politico nativo di Picinisco, nonché nipote del celebre Federico Zuccari, nativo a sua volta dell’Isola di Sora e fautore dell’attuale Osservatorio di Capodimonte. Ma erano soprattutto gli anni chiave del Risorgimento Italiano: da lì a qualche settimana, difatti, scoppiò la Prima guerra d’Indipendenza.

Anche nella città volsca, che all’epoca era un centro di circa 12 mila abitanti, capoluogo distrettuale di tutto il sud dell’attuale provincia di Frosinone e, parzialmente, anche di quella di Isernia, scoppiarono dei tumulti dovuti al propagarsi di idee liberali, favorito soprattutto dal dirompente sviluppo industriale ottocentesco avvenuto nello stesso distretto sorano.

Tali idee erano sostenute sia dal popolo sia dagli imprenditori, ma nel contempo osteggiate dai proprietari terrieri e da una parte dal clero. Tra i principali “avversari” della rivoluzione appena iniziata, e che negli anni successivi portò alla conclusione del processo di unificazione dell’Italia, c’era, secondo gli storici, il Vescovo dell’epoca, Mons. Giuseppe Montieri, originario di Trevico, piccolo centro montano dell’avellinese situato a poca distanza dai confini con Puglia e Basilicata.

Il prelato era definito un esponente del cattolicesimo intransigente nonché fedelissimo della Monarchia Borbonica, un incallito conservatore insomma. Sembrerebbe che durante il suo mandato nella Diocesi di Sora (iniziato nel 1838), abbia proibito persino la “passatella”, noto gioco d’azzardo praticato nelle tantissime cantine dell’epoca.

Quando Re Ferdinando promulgò la Costituzione, Montieri non ne fu entusiasta, anzi. Ciononostante dovette a malincuore piegarsi al volere del popolo. Nel Distretto di Sora, infatti, l’evento fu accolto con settimane di festeggiamenti e fuochi d’artificio. Non solo: il sindaco della città volsca chiese al religioso anche un “Te Deum” di ringraziamento in tutte le chiese della Diocesi, e il vescovo suo malgrado acconsentì.

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