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ALMANACCO DI SORA – 11 Ottobre 1215: prima “interazione” dell’Imperatore Federico II con la città

L'inizio di un rapporto che durerà 35 anni assumendo contorni drammatici, con ripetute distruzioni della città.

Secondo le fonti storiche il giorno 11 Ottobre 1215, nell’Abbazia di Fossanova, imponente e magnifica costruzione gotico-cistercense consacrata appena qualche anno prima da papa Innocenzo III (1208) e costruita anche grazie al precedente contributo dell’Imperatore del Sacro Romano Impero, Federico Barbarossa, avvenne un fatto che chiuse temporaneamente, per così dire, i rapporti tra la casata Hohenstaufen e Sora.

In sintesi, un delegato dell’allora 21enne Federico II di Svevia, nipote di Barbarossa e figlio di Enrico VI di Svevia nonché suo successore (dopo la deposizione di Ottone IV da parte dello stesso Innocenzo III), avrebbe presentato una rinuncia, per conto del giovanissimo Federico, a ogni diritto sulla città volsca.

Per ricostruire sommariamente sia il diritto, da parte dell’imperatore fresco di incoronazione ad Aquisgrana, sia la rinuncia, quest’ultima formalizzata probabilmente per motivi politici, bisogna tornare indietro fino al 1191, anno in cui il padre Enrico VI, all’indomani della ritirata dall’assedio di Napoli, per rafforzare il proprio potere in Terra di Lavoro concesse alcuni castelli a nobili tedeschi al suo servizio, tra cui l’alsaziano Corrado di Marlenheim il quale ottenne Rocca Sorella, la fortezza di Sora.

Morto Enrico VI, e con suo figlio Federico II ancora troppo piccolo (aveva 4 anni), si creò una complicata fase di transizione politica della quale fu protagonista proprio papa Innocenzo III, che svolse anche l’importante ruolo di tutore dell’infante reale.

In tale contesto, probabilmente istigato dall’ex braccio destro dell’imperatore venuto a mancare, tale Marquardo di Annweiler, sostenitore di una rivendicazione del Regno di Napoli, Corrado di Marlenheim intraprese una serie di battaglie che si conclusero, dopo un lungo assedio guidato dal cardinale e abate di Montecassino nativo di Isola del Liri, tale Roffredo dell’Isola, e proprio da un uomo di Federico II di origini alvitane, Tommaso I d’Aquino, con la resa del nobile tedesco e la conseguente caduta di Sora in mani pontificie.

Sancita la pace, la contea sorana venne assegnata al fratello di Innocenzo III, Riccardo dei Conti di Segni. Qualche mese dopo, tuttavia, il Papa morì e nel giro di pochi anni terminò anche la signoria pontificia su Sora, che tornò sotto il dominio degli Hohenstaufen proprio con Federico II.

Naturalmente tutti gli eventi che delinearono il quadro politico dell’epoca andrebbero approfonditi con quei dettagli che solo gli studiosi esperti potrebbero fornirci. La presente citazione vuole essere solo una testimonianza della notevole rilevanza militare e strategica della Contea di Sora nell’epoca in questione.

Lorenzo Mascolo

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