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116 anni fa Sora dava i natali a Vittorio De Sica, genio del cinema e padre del neorealismo

Il 7 luglio del 1901, in Via Cittadella vedeva la luce Vittorio De Sica, futuro attore, cantante e regista di fama internazionale.

Mosse i suoi primi passi nei vicoli di Canceglie, ricevendo quell’imprimatur caratteriale poetico-popolare che lo accompagnerà per tutta la vita.

De Sica, dopo qualche trascorso teatrale, si mise in evidenza come attore nel film “Gli uomini che mascalzoni”, opera modesta e adatta all’epoca semplice di quegli anni. Ma più che come attore esplose come cantante con la celeberrima canzone del film “Parlami d’amore Mariù”, che gli diede una popolarità enorme.

Continuò come attore, tanto che probabilmente interpretò circa 150 film, anche se sicuramente è passato alla storia per l’interpretazione del “Generale Della Rovere” di Roberto Rossellini, ritenuto il film di chiusura del periodo neorealista.

Come regista invece, Vittorio De Sica fu un crescendo, attraversando sempre da protagonista tutte le mode del cinema: dai Telefoni Bianchi, al Neorealismo alla Commedia all’italiana. Vinse quattro Oscar, due da neorealista e due da commedia e dramma moderni.

Anche se la memoria del grande regista non coinvolge tutta la popolazione Sorana, noi sentiamo il dovere morale, artistico e civile di ricordare un incommensurabile artista come Vittorio De Sica.

Antonio Mantova

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