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RICORRENZE

13 Gennaio 1915: Sora non dimentica

Ancora oggi, a distanza di 107 anni, guardare le foto e leggere le cronache dei giornali dell'epoca rende l'idea sull'entità della disgrazia abbattutasi sulla nostra città all'alba di quel nefasto giorno.

13 Gennaio 1915: il giorno che azzerò la nostra città. Sono passati oramai 107 anni da quella nefasta data e non c’è più alcun superstite vivente: gli ultimi ultracentenari ci hanno lasciato da qualche anno. Spetta dunque a noi tramandare il ricordo di una tragedia che cancellò tante famiglie e sfigurò quella che era definita da tutti una cittadina elegante e bella. Di seguito alcune frasi tratte dai giornali dell’epoca corredate da immagini storiche.

«La città è completamente distrutta, circa i due terzi dei fabbricati sono abbattuti.» [Il Giornale d’Italia]

«Nel Palazzo Bastardi sono 40 vittime, di cui otto appartenenti alla famiglia del proprietario». [Il Corriere della Sera]

«Non più i comignoli delle cartiere, non più le cupole e i campanili ergentisi in alto, non più la torre del palazzo ducale. Fatalmente, la città è distrutta!». [L’Osservatore Romano]

«Molti scampati al flagello sono accampati all’aperto nella villa comunale. Uomini, donne, bambini, senza casa, senza pane, senza soccorsi, piangono un pianto ritmico e straziante». [L’Osservatore Romano]

«Borgo San Domenico, 5 case, 34 vittime. L’ultima l’avevano cavata dalle macerie due minuti prima. Era una povera donne, che è stata messa in un piccolo carro funebre, ed una figliuoletta le baciava piangendo i piedi nudi». [Il Giornale d’Italia]

Per approfondire cerca anche: Gennaio Sora

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