3 ottobre 2013 redazione@sora24.it
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150 PROBABILI ESUBERI NELLA CARTIERA BURGO DI SORA

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa a firma delle sigle sindacali SLC CGIL, UILCOM UIL, Segreterie Provinciali, RSU stabilimento Burgo di Sora.

“Nell’incontro tenutosi lo scorso martedì presso la Burgo di Sora l’azienda, nella persona del dott. Montevecchi, ha portato a conoscenza le organizzazioni sindacali della volontà di procedere in maniera unilaterale ad una revisione dell’organizzazione del lavoro che comporterà ripercussioni negative in termini economici per i lavoratori. Di fatto in una «riunione senza diritto di replica» (la definizione è dello stesso Montevecchi) e di durata esigua, ci è stata comunicata l’intenzione di rimodulare la turnazione delle squadre trasformando l’attuale ciclo continuo in discontinuo con conseguente eccedenza di 150 unità che verranno poste in CIGO con esclusione della turnazione.

La vertenza con l’azienda era ferma ad un accordo non sottoscritto dalle scriventi e respinto dal 65% dei lavoratori dello stabilimento consultati nel referendum del mese di luglio. In quell’occasione la decisione di non firmare ma di rispettare comunque la volontà dei lavoratori, era scaturita da un irrigidimento aziendale su questioni di merito riguardanti alcune posizioni categoriali. L’esito referendario ha dimostrato che quell’accordo era sbagliato ed iniquo: quando la stragrande maggioranza dei lavoratori respinge un accordo le organizzazioni sindacali tutte devono prenderne atto e cercare altre soluzioni con l’azienda, perché un sindacato riceve mandato solo ed esclusivamente dai lavoratori. A quanto pare però non tutte le organizzazioni concordano con questo principio: si cerca infatti di far ricadere la responsabilità dell’attuale decisione aziendale su chi non si è piegato ad un accordo non voluto in primis dai diretti interessati.

Nell’incontro dell’altro giorno ci siamo trovati di fronte una grande coalizione costituita da sindacati ed azienda, i primi con conoscenza dettagliata dei piani aziendali, la seconda sfuggente a qualsiasi interlocuzione con gli scriventi.

A questo punto ci domandiamo come possa un’azienda che ha posto in essere nell’ultimo anno politiche attive con assunzione di circa 50 unità di personale e la stabilizzazione di circa 20 dipendenti provenienti dallo stabilimento di Avezzano, arrivare al punto di dichiarare 150 esuberi senza neanche darci la possibilità di discutere di soluzioni meno gravose per i lavoratori. Queste le domande che porremo alle istituzioni a cui senza dubbio ci rivolgeremo, perché riteniamo inaccettabile e poco democratico il modo in cui si è deciso di procedere a questa ristrutturazione, quanto meno si è trattata di una modalità poco consona ad una grande azienda che opera all’interno di un settore in cui le relazioni industriali si sono sempre caratterizzate per il rispetto e la condivisione, anche nei momenti di crisi.

Ma alle stesse istituzioni ricorderemo come la Burgo aveva definito vitale per il sito produttivo la Centrale Turbogas, assicurando che essa avrebbe messo al riparo lo stabilimento di Sora da eventuali esuberi di personale nonostante la crisi del settore. Ora chiederemo rispetto degli impegni presi in quell’occasione: tanto è dovuto non solo ai lavoratori ma anche ai cittadini di Sora e dei paesi limitrofi, che saranno inevitabilmente coinvolti dalle conseguenze economiche che il piano aziendale comporta”.

SLC CGIL
UILCOM UIL
Segreterie Provinciali
RSU stabilimento Burgo di Sora

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