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2 giugno, c’è poco da festeggiare, pure Alemanno diserta la parata…(di Sacha Sirolli)

Il più cordiale augurio a tutti gli italiani in questo giorno anniversario della nascita della Repubblica, che è la nostra casa comune”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel videomessaggio in occasione delle celebrazioni dell’anniversario della Repubblica. “Celebriamo oggi il 2 giugno – ha continuato il Capo dello Stato – per esprimere lo spirito di solidarietà e unità nazionale che ci guida e che costituisce la miglior garanzia in tempi così difficili e anche dolorosi. Sì, sentiamo profondamente il dolore di chi nel terremoto dei giorni scorsi, in Emilia e altrove, ha perduto i propri cari, di chi ha perduto la propria casa, sentiamo l’angoscia di chi ha visto travolte vite operaie e certezze di lavoro nel crollo dei capannoni. L’impegno dello Stato e la solidarietà nazionale non mancheranno per assistere le popolazioni che soffrono e per far partire la ricostruzione. Ce la faremo, e lo dico con fiducia innanzitutto a voi – gente emiliana – conoscendo la vostra tempra”.

Grazie presidente ma quest’anno la festa non si doveva fare o si doveva fare in maniera più sobria. Il Papa ha speso svariati milioni di euro per andare a Milano alla Scala e darci il suo messaggio di solidarietà: noi dobbiamo dare una “generosa solidarietà” e lui che cosa ha dato? parole.. ha sottolineato in un post la nostra lettrice, Luigina Tomassi. Ratzinger avrebbe fatto bene ad andare in Emilia in mezzo alla gente che soffre e devolvere i soldi spesi a Milano ai terremotati. Allora sì.

Stesso discorso per lo Stato e Napolitano: invece del solito messaggio e della solita parata militare per la festa della Repubblica (che costa milioni d’euro), il capo dello Stato il suo intervento poteva farlo a Modena e non a Roma e i soldi della parata girarli ai terremotati impiegando i militari in Emilia. E invece no. Monti mi aumenta l’accisa sui carburanti, banche e altri enti in tv alla radio mi chiedono un contributo di 2 euro o giù di lì per i terremotati dell’Emilia…Così lo statista lo può fare chiunque, non serve una laurea in economia e il master alla Bocconi per aumentare il prezzo della benzina e col surplus pagarci i costi del terremoto…Insomma lo Stato mette le mani in tasca al popolo mentre la casta non rinuncia al suo fastoso cerimoniale. Bene han fatto i pompieri che hanno mandato a Roma una rappresentanza “ridotta”. I vigili del fuoco oggi sono al lavoro in Emilia, in mezzo alle macerie in aiuto alla popolazione che soffre. La festa e la gran parata in pompa magna l’hanno lasciata agli altri. Io sto con i vigili del fuoco, con le critiche condivisibili dell’Idv e con il sindaco di Roma Gianni Alemanno che oggi non ha preso parte alla festa.

Il direttore responsabile di Sora24-SACHA SIROLLI

 

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