25 Aprile: l’intervento di Rodolfo Damiani durante le celebrazioni per la Liberazione

Il poeta sorano ha ricordato anche i concittadini caduti per la riconquista della Libertà.

«Oggi 25 aprile, ricorrenza della Liberazione vorrei che insieme socraticamente rispondessimo alla domanda – perché siamo qui? La liberazione è frutto della Resistenza che aggregò uomini di ideologie diverse, e questo ci porta ancora oggi a dividerci nel tentativo di far emergere le proprie motivazioni rispetto alle altre. Se ci riflettiamo un attimo ci rendiamo conto che tutti i protagonisti della Resistenza hanno pari dignità e il contributo di ognuno è stato utile quanto quello dell’altro Possiamo ben dirlo, dalle azioni armate, alle forme minimali di non collaborazione con l’invasore tutti hanno contribuito al riscatto nazionale.

Fissiamo bene nella nostra mente che la Resistenza fu un movimento corale , pur nelle diverse condizioni ideologiche dei singoli, per il conseguimento del valore assoluto, del PRIUS di tutti gli altri valori: LA LIBERTA’. È su tale base perciò che la generazione partigiana ha pensato uomini e donne nuovi, uomini e donne non automi, che sanno dare agli altri come sanno d’aver bisogno degli altri, uomini e donne che al di là di “ogni distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinione politica, condizione personale e sociale” agiscono con profondo rispetto per le proprie e altrui individualità ma anche con profonda responsabilità verso gli altri e in stretta collaborazione con loro. Uomini e donne autenticamente democratici capaci d’erigere un mondo nuovo in cui si considerino le ragioni di tutte e tutti e offrire loro uguali opportunità e dignità.

Un mondo nuovo in cui, dopo aver fatto guerra alla guerra, si operi fattivamente per la pace e il progresso morale e civile dell’intera umanità . Con la liberazione si è scritta la più importante pagina civile della storia della nostra nazione. La più importante perché ha fatto riconoscere a tutti noi il valore della libertà , ha fatto affidare a tutti noi la responsabilità non solo della nostra vita individuale ma anche di quella collettiva, ha condotto tutti noi al suffragio universale, ha guidato tutti noi nel difficile trapasso da un regime dittatoriale ad una moderna forma di democrazia.

E, ben prima che ufficialmente lo sancissero gli “eletti” alla Costituente, a prefigurarla sono stati loro, i nostri uomini e donne comuni della Resistenza. Noi dobbiamo concentrarci nella ricerca della verità , della loro verità. Quella che fa sì che Annarumi Bruno, stagnaro, Chiesa Romualdo, studente ,Coen Saverio, commerciante , Gesmundo Gioacchino ,filosofo , Gullace Teresa , popolana , Irma Bandiera, massaia, La Rocca Alberto, carabiniere, Lordi Roberto, generale dell’aeronautica, Don Morosini, prete, Lusena Umberto , ufficiale esercito, Scarioli Ivano , bracciante agricolo, Capuozzo Gennaro , scugnizzo napoletano, il Marinaio rimasto ignoto , la cui fucilazione diede inizio alle 4 giornate di Napoli non siano solo nomi di un polveroso elenco o una sbiadita lapide ma, a distanza d’anni, possano ancor oggi affermare e manifestare la propria identità, la propria storia e la propria esperienza di persone e protagonisti.

Dobbiamo far si che il 25 aprile non sia solo sterile rievocazione ma un efficace momento di riaffermata identità nazionale, come straordinariamente efficace fu la collettiva presa di coraggio e impegno che è stata la Resistenza. Ecco la risposta alla domanda che ci ponevamo: perché siamo qui? Perché memori dalla lezione dei combattenti caduti nasca un rinnovato spirito di attuazione dei valori della Resistenza , la Patria libera e unita , la libertà di ognuno, la pari dignità , l’uguaglianza . A significare tutto questo rinnoviamo il patto di fedeltà alla Costituzione, stringiamoci con orgoglio alle Forze Armate presidio di pace e democrazia e per fronteggiare la profonda crisi economica , morale e civile ritroviamo lo spirito della Resistenza e lottiamo insieme perché allo spirito di fazione facciamo tutti prevalere l’interesse della Nazione. Viva la Resistenza, viva la Liberazione Viva l’Italia».

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