68 anni fa nel giorno di S. Restituta, l’eccidio della famiglia dell’operaio Giuseppe La Posta a Sora in località Ponte Olmo

È sempre bene non dimenticare, anche se a Sora è festa. Il 27 maggio, puntualmente, si fa memoria di S. Restituta, patrona della Città e della Diocesi. Ma quel 27 maggio 1944, di sessantotto anni fa, a Ponte Olmo, in piena guerra, si consumò un gravissimo e crudele atto di violenza da parte di una coppia di soldati tedeschi in ritirata. Un nostro affezionato lettore, Vincenzo Alonzi, attento custode di storia locale e di amore per Sora, ce lo ha segnalato e ci ha pregato di riparlarne, perché è una ferita inferta all’intero nostro territorio e che ancora non può rimarginarsi. È giusto ricordarne i contorni e l’orrore che suscitò. Vincenzo Alonzi ci ha fornito documenti ed indicazioni precise. Si è rifatto a testi scritti, a ricerche e pubblicazioni che riportano il gravissimo fatto, causato dalla insensata furia nazista che ha oltraggiato anche Sora.

Cosa accadde. Era il 27 maggio 1944 e «…vicino a Ponte Olmo – scrive il giornalista e storico Costantino Jadecola, nel libro Linea Gustav nei pressi della Statale 82, due tedeschi obbligano i coniugi La Posta a fornire loro un pasto abbondante e qui cercano anche di violentare le due giovani figlie. Di fronte alla reazione del padre, Giuseppe La Posta, armato solo di una roncola, i tedeschi, ubriachi, uccidono lui, la moglie Giulia Gemmiti e le figlie Elena di 18 anni e Maria Grazia di 16». Anche il prof. Pietro Prosperi parla di questo eccidio nel suo libro: Il secondo dopoguerra a Sora, a pagina 30. «Alla fine della guerra – scrive Prosperi – a Sora si conteranno 23 bombardamenti e un totale di 30 vittime. I tedeschi se ne vanno, e quei pochi che restano qui, all’ultimo si danno alle razzie e non risparmiano alla popolazione civile atti di violenza e di atrocità. In Via Ponte Olmo, il 27 maggio 1944, sopprimono a colpi di pistola un’intera famiglia, l’operaio Giuseppe La Posta con la moglie e le figlie». A pagina 213, il direttore Arduino Carbone, nella pubblicazione La Città di Sora, oramai un testo prezioso che è alla base e punto di partenza di ogni ricerca storica sorana, afferma: «Da tutti gli anziani si ricorda con raccapriccio la strage compiuta da una coppia di soldati tedeschi contro la Famiglia La Posta Giuseppe, in località Ponte Olmo. Fu un vero crimine provocato dal vino e dalla libidine, tanto più abominevole in quanto fu compiuto proprio il 27 maggio (1944), giorno sacro a S. Restituta». Tre testimonianze scritte che dicono tutto. E,  la Comunità Monastica della Basilica di S. Domenico, nelle messe festive del 27 maggio, ricorda, con la preghiera, l’intera famiglia La Posta. Non sappiamo se è stato già pensato, ma una targa marmorea o un cippo, potrebbe essere posto sul luogo dell’eccidio. È un timido invito che giriamo al Comune di Sora. Per deporvi, anche un solo fiore.

Gianni Fabrizio

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