sabato 4 maggio 2013

70 anni d’amore per Luigi Serapiglia e Giulia Di Pede: gli auguri di Rodolfo Damiani

Di solito ai tempi dell’Italietta, povera ma ricca di valori, le storie cominciavano così. Ne vogliamo raccontare una che è considerevole per gli anni dall’inizio e perché il finale che recitava “..e vissero felici e contenti…..” dura ormai da 70 anni.

Serapiglia Luigi e Di Pede Giulia, classe 1920, si sposarono nel Maggio del 1943: Luigi in divisa e Giulia con quel poco che in un’Italia, che, sconfitta su tutti i fronti attendeva sotto i crudeli bombardamenti alleati l’invasione , poteva offrire.

Ma l’amore era tanto e tanto il coraggio di contrarre matrimonio  in un momento di pericolo e con il futuro buio pesto.

Quell’amore che ha retto prima ai due anni di prigionia di Luigi e poi al dopoguerra, fatto di fame e privazione, è arrivato a festeggiare, con figli, nipoti ed amici, i settant’anni. Anni di amore, come già scritto, ma anche di fede cristiana nel matrimonio indissolubile. Un primato ed una sfida alle parodie di matrimonio che si celebrano oggi e la cui durata non supera l’anno.

Una unione cristiana che ha meritato la benedizione biblica, allietata da tre figli, sette nipoti e per ora otto pronipoti.

Nella ricorrenza non possiamo dimenticare che Luigi è stato uno di quei giovani che ancora imberbi, furono da un dannoso desiderio di potenza, sbattuti su tutti i fronti, male armati, peggio equipaggiati, fino al tragico epilogo dell’otto settembre del’43, quando abbandonati dai Capi furono preda della vendetta germanica e patirono anni di prigionia.

Infatti Luigi, geniere presso la XXV  divisione, Reggimento Bologna, Compagnia Genio, venne catturato in Grecia e portato nello  Schuwinghollstein, per ritornare in Italia e essere congedato a Settembre 1945.

Complimenti e Grazie, Luigi. Hai testimoniato la fede, hai testimoniato l’amore di Patria, con Giulia avete testimoniato l’amore nel solco del Vangelo. Rimarrete l’emblema e l’esempio dei Valori, quelli delle nostre radici, che hanno permesso di superare tutte le difficoltà e su cui l’Italia ha costruito il suo sviluppo e la sua dignità. E di cui avrebbe ancora tanto bisogno!!!!!

Grazie Giulia, Grazie Luigi
AD  MAIORA!

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