domenica 24 Marzo 2019

75 anni fa l’eccidio delle Fosse Ardeatine: tra le 335 vittime anche due sorani

La storia di Domenico, calzolaio, e Raffaele, figlio di commercianti ebrei, duramente provato dalla tragedia del 1915. Entrambi vennero trucidati nella tremenda strage del 24 Marzo 1944.

Il 24 Marzo 1944 l’Italia ricorda l’eccidio delle Fosse Ardeatine, efferata esecuzione di massa nella quale vennero uccisi 335 civili e militari italiani. Le vittime vennero trucidate dalle truppe di occupazione tedesche come rappresaglia per l’attentato partigiano di via Rasella, compiuto il giorno prima da membri dei GAP romani, nel quale vennro uccisi 33 soldati del reggimento “Bozen”, appartenente alla Ordnungspolizei (polizia d’ordinanza”) dell’esercito tedesco. L’eccidio venne compiuto con colpi di pistola alla nuca. Tra le vittime, anche due sorani, Domenico Iaforte (a sinistra nella foto di copertina, tratta dal sito www.mausoleofosseardeatine.it) e Raffaele Milano. Di seguito, alcuni cenni sulla loro vita.

DOMENICO IAFORTE – Nato a Sora il 15-01-1893 da Francesco Antonio e da Di Pede Restituta, in Vicolo Nola (nei pressi di via Cittadella) in uno di quei palazzi abbattuti per far posto all’Orto Baronio. Aveva un fratello più grande di lui, impiegato a Roma in un Ministero. I compagni di scuola lo ricordano come un bambino dall’aspetto gracile (solo l’aspetto) e dai grandissimi occhi neri, che la madre veniva a prendere e accompagnare a scuola. Il padre era calzolaio e la madre aiutava andando a servizio. «Menecuccio» iniziò lo stesso mestiere del padre, ma intorno al 1912 volle andare a Roma per imparare i segreti dei grandi artigiani. Molti artigiani di Sora andavano a Roma per perfezionarsi nel mestiere: Domenico inoltre aveva la famiglia del fratello come base e a Roma si trovava bene. Veniva a Sora durante l’estate con la cognata e il nipotino, incontrava i vecchi amici con i quali ricordava le battaglie elettorali di Lollini e Simoncelli a cui cui comizi i giovani sorani partecipavano e che restano ancora vividi nella memoria degli anziani. Domenico fu arrestato il 15 Marzo 1944 in via della Stelletta a Roma.

RAFFAELE MILANO – Nato a Sora il 16-01-1896, secondo di sei figli, di cui una morta in tenera età, di una agiata famiglia ebrea che aveva un grande negozio di stoffe in piazza Santa Restituta. Il padre Giuseppe, ufficiale di complemento, mori nel 1905, a 36 anni, di polmonite. Il terremoto del ’15 decimò la famiglia: infatti si salvarono Bice, Settimio e Raffaele che si trovavano a Roma; gli altri perirono sotto le macerie: la madre, Giuditta Scazzocchio; due figli: Oscar ed Egle, e la donna di servizio. La casa ed il negozio infatti furono abbattuti, oltre che dal sisma, dalle macerie di un edificio più alto che sorgeva a fianco e che vi rovinò sopra. I superstiti si trasferirono a Roma. Raffaele sposò Margherita Bondi ed ebbe due figli. Durante la seconda guerra mondiale, quando anche in Italia vi furono persecuzioni antiebraiche, i Milano, come tutti gli ebrei, dovettero nascondersi. il 25 Febbraio 1944 Raffaele fu tradito per 5.000 lire da una donna italiana, che lo consegnò ai tedeschi.

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