30 settembre 2013 redazione@sora24.it
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A Taranto stiamo eliminando il carbone dal ciclo industriale dell’Ilva. A Sora non riusciamo ad evitare questo

Ieri sera intorno alle 20:30 sono passato davanti al piazzale dello Stadio Tomei, simbolo dei recenti allagamenti di Luglio, Agosto, ecc., per verificare la situazione. La solita piscina non c’era (ancora). Ho pensato: forse avranno finalmente risolto il problema. L’ho pensato perché la pioggia caduta tra le 19:45 e le 20:15 è stata davvero esagerata. Le strade della città erano completamente allagate. C’era acqua dappertutto.

Dopo un paio d’ore ho notato su Facebook l’immagine di copertina e naturalmente ho capito di aver pensato male. Durante la serata, sono state pubblicate altre foto sul social network, ma non si è trattato di immagini sorprendenti, perché raffiguravano gli stessi negozi e le stesse zone di Sora che hanno avuto lo stesso problema in occasione delle “bombe d’acqua” cadute sulla città a metà agosto, a luglio e nei mesi precedenti.

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Niente di nuovo dunque. E non cambia neanche il quesito: Perché il problema non viene risolto? A Taranto stiamo effettuando (con successo) dei test per eliminare il carbone dal ciclo industriale dell’Ilva introducendo il gas naturale, e a Sora non riusciamo ad evitare l’allagamento del piazzale dello stadio? Non riusciamo ad evitare che in un negozio di Lungoliri Mazzini i gestori siano sempre costretti a spalare acqua ogni volta che piove più del dovuto? Non riusciamo ad evitare gli allagamenti nella zona del ITCG Baronio ed in tante altre strade e che sistematicamente diventano piscine ogni volta che si verifica un temporale?

E perché?
Perché “chess’ è”?
Perché non ci sono soldi?
Perché qualcuno ha sbagliato i lavori e non gli si può dire niente?
Perché è colpa del gestore idrico?

Mi dispiace, ma non sono d’accordo. Sarò anche uno sprovveduto, ma non un presuntuoso. Per quanto mi riguarda, se io fossi stato amministratore di questa città e avessi avuto a che fare con l’allagamento sistematico del piazzale del Tomei, senza risolvere il problema, mi sarei dimesso dal ruolo ricoperto lasciando spazio a persone più capaci e competenti di me. Del resto non si può saper fare tutto bene nella vita: ognuno di noi ha qualità e carenze.

Non si possono aspettare altri due anni e mezzo in queste condizioni. Anche perché, se dovesse cadere una quantità di pioggia maggiore di quella di ieri, cosa faremmo? Aspetteremmo l’arrivo di migliaia e migliaia di euro di danni a braccia conserte? Non credo proprio. Orbene, come è stato risolto il problema (così si dice) del grande volume d’acqua che arriva solitamente dall’Abruzzo nei giorni di piena e che non dovrebbe più arrivare, così i cittadini sorani che hanno un’attività od anche i semplici privati che vivono nelle zone più soggette ad allagamenti, devono essere messi nelle condizioni di non vivere più nel terrore ogni volta che piove.

Lorenzo Mascolo – Sora24

allagamento

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