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“All’alba per le vie della città” (di Antonella Paniccia)

Sora, 1 novembre 2013 – Un’alba luminosa e serena quella di stamane, festa dei Santi. Come accade ormai da una decina d’anni, dopo la veglia per l’Adorazione al SS.mo Sacramento protrattasi tutta la notte nella chiesa di san Bartolomeo Apostolo, siamo pronti per andare in processione: un evento che ci riempie il cuore di gioia e per il quale siamo grati al parroco don Donato Piacentini, fedele custode del sacro e di ogni splendida tradizione della nostra città. “E’ bello dar lode all’Altissimo”… Ripeto nella mia mente questo versetto dei salmi mentre, insieme a tanti fedeli, alle sei e cinquanta del mattino mi dispongo alla sequela del Santissimo Sacramento. Attraversiamo le vie del centro storico sfiorando con lo sguardo un dedalo di vicoli che si diramano da via Branca. Nel cuore della città, dove echeggiano ancora tradizioni, arti e sentimenti dei cittadini sorani di un tempo, tutto è immerso nel sonno. Le finestre sono chiuse ma, oltre quei confini, c’è gente che dorme, che piange, che spera, che prega. E intanto Gesù passa e benedice, posa il Suo sguardo su quelle antiche case, eloquenti testimonianze di un tempo ormai lontano, tempo di vita laboriosa, fervorosa, intrisa di una religiosità che oggi non c’è più… Solo un “piccolo resto d’Israele”, incurante del tempo trascorso, continua a camminare ed a pregare con Lui, a sperare che si ridesti, finalmente, questa città assopita, paralizzata nel corpo e nello spirito, maltrattata, trascurata…sì, c’è ancora una Sora che veglia nella notte, che ha il coraggio di andare controcorrente, contro ogni moda, e di sfidare la sterile derisione di chi la addita come tradizionalista e bigotta. Sveglia, Sora! Destati! Rialzati, e rivestiti della fierezza di un tempo, quando meritasti che sul tuo stemma venisse scritta la frase “Soraeque iuventus addita fulgebat telis”. Torna ad emanare quello splendore che ti rendeva bella negli anni passati e ad insegnare ai tuoi figli i valori veri: solo così li salverai dal nulla che li affligge. E se non ce la fai con le tue sole forze, allora piega le ginocchia e prega: non dimenticare che il tuo suolo è stato calpestato con onore da un gigante della fede come il cardinale Baronio e da tante persone che, con umiltà e semplicità di vita, si sono rivelate degne di essere ricordate per l’eternità. Buongiorno, Sora: stamane Gesù è passato per le tue vie in punta di piedi, per non disturbare…Lui c’è, è dietro la porta della nostra vita ed attende che noi Gli apriamo… ma la maniglia è solo dalla nostra parte!

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