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POLITICA

«Ancora una volta contro il revisionismo storico nella Città di Sora» (di Giuseppe Di Pede)

L'esponente di Rifondazione cita Gramsci per commentare le ultime vicende politiche cittadine.

«Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. (Antonio Gramsci)

Come fatto nella primavera scorsa , coerentemente con le mie idee, volevo esprimere la mia contrarietà alla mozione presentata dalla minoranza in occasione del prossimo consiglio comunale della città di Sora in merito all’intitolazione di una strada ai martiri delle Foibe.

Era troppo strano sentire la mancanza di Fratelli d’Italia e del loro becero revisionismo, che ecco riproposta in pieno la loro vecchia iniziativa, ma per fortuna in questa Città c’è chi non abbassa la testa a queste provocazioni. Questa volta invece di preparare la campagna elettorale (come fu allora per FdI), si ha un’altra duplice intenzione.

La prima è quella di creare crepe nella maggioranza, facendo venire fuori le loro contraddizioni interne rispetto al tema, la seconda è quella del candidato alle provinciali Salvatore Meglio di accaparrarsi i voti di destra alle imminenti elezioni provinciali. A tutto questo dico che è folle e criminale usare sangue e morti per fare strategia politica! A posto di usare le Foibe, si poteva tranquillamente attuare il proprio ruolo di opposizione, e contestare al Sindaco le sue evidenti mancanze emerse fin dalla sua elezione.

  1. Trattenere per sé la stragrande maggioranza delle deleghe ed avere prodotto una giunta Light.
  2. contestare il metodo usato per l’elezione del Presidente del Comunale.
  3. contestare la continua parata mediatica in merito ai furti in città, visto che nel precedente Consiglio Comunale aveva parlato di una riunione dei capi gruppo per trovare una soluzione che fosse sintesi di tutte le sensibilità, invece nulla di tutto ciò, a quanto pare.

Forse questo è un modo corretto di fare Politica, senza mettere di mezzo una soluzione divisiva, e che dà solo la stura a becero e basso revisionismo, neofascista e populista. Mi sarei aspettato, da chi si professa di Sinistra, un’attenta analisi della mozione prima di apporre la propria firma. Per essere chiaro, i miei avversari politici sono proprio quelli che avallano queste cose! Per quanto mi riguarda, o si sta da una parte o è Fascismo!».

È quanto riportato in una nota stampa a firma di Giuseppe Di Pede.