27 aprile 2017 redazione@sora24.it
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Antonio Capobianco sull’Ospedale di Sora: «Dobbiamo solo curarci altrove, questo è il nostro futuro»

Ci scrive Antonio Capobianco, segnalandoci l’ennesima emergenza in atto nel nostro Ospedale.

«Anestesisti, in stato agitativo per emorragia cronica dei loro colleghi, hanno come finalità prossima l’invio dei pazienti presso altre strutture private, un primo passo verso la privatizzazione della nostra offerta di salute. Proprio così, a Canistro operano tutti i giorni molti nostri concittadini, che a Sora non possono essere attualmente operati per ovvi motivi.

Il Pronto Soccorso riempie i vari reparti dei malati cronici di Medicina, per cui si può assistere ad interi reparti che perdono la loro specifica identità. Noi ciociari per curarci dobbiamo recarci in Abruzzo o a Roma, davvero lo scempio della sanità laziale è sotto lo sguardo di tutti.

La politica di sinistra che favorisce le cliniche private è davvero il massimo di quello che un cittadino si attenderebbe. Le promesse di Zingaretti non sono attuabili, solo vuote parole elettorali e noi ci ricorderemo alle prossime elezioni. Lo stesso Comune di Sora non sta facendo niente per difendere il suo ospedale, i sorani speravano che qualcosa cambiasse con la nuova giunta, ma per il momento men che zero.

Se avete una salute malferma, non salite sull’ermo colle, e se accedete alla struttura potrebbero risuonarvi in mente le parole del divin poeta: “perdete la speranza o voi ch’entrate”. La sanità a macchia di leopardo nel Lazio è cosa fatta, noi ciociari siamo stati venduti e imprigionati nella macchia sbagliata. Dobbiamo solo curarci altrove, questo è il nostro futuro, questo è quello che ci impongono e noi precipitevolissimevolmente lo metteremo in atto. Io l’ho già fatto e ci si guadagna in salute e si conoscono bei posti».

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