Appello del Gruppo Genitori e Alunni per la scuola Media Rosati ed il Liceo Classico Simoncelli

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota di una nostra lettrice: <<L’art 1. della legge 23 del 96, sulle norme dell’edilizia scolastica, recita ”Le strutture edilizie costituiscono elemento fondamentale e integrante del sistema scolastico”; all’art. 2 lettera c “La programmazione degli interventi deve prevedere l’adeguamento alle norme vigenti in materia di agibilità, sicurezza e igiene.”

Ora, che le amministrazioni si trovino tutte in difficoltà per mancanza di fondi non c’è dubbio, per cui noi famiglie sostentiamo economicamente tutti i servizi di supporto alla didattica con fogli per le fotocopie, penne, quaderni, colla (nessuno sa che l’alunno aveva diritto anche a questo nella scuola pubblica, seppur in minima parte) ed in molti casi anche al recupero di sapone, carta igienica…. Ma che ora si debba anche stare in silenzio per la mancanza di una struttura sicura, che bisogna stare in silenzio avendo il problema dell’incolumità fisica dei propri figli, questo proprio no.

La legge c’è ed i soldi no, ma una soluzione dinanzi ad una certa catastrofe, perché i terremoti a Sora non sono un’eccezionalità ma il nostro stato di vita, deve esserci. Di molti istituti nel sorano due sono fortemente a rischio, tanto che dal 2009 i genitori protestano per l’adeguamento della struttura ed il trasferimento degli alunni: sono la Scuola Media Rosati ed il Liceo Classico Simoncelli. Basta entrare nella biblioteca-aula magna del Liceo, che sta sulla “testa” della scuola media, per rendersi conto della gravità della situazione; anche l’ingresso di un bambino fa ballare il pavimento. Danni strutturali furono oggetto di interventi qualche anno fa, ma la situazione non è stata ripristinata a dovere ed oggi si sente che c’è, dopo questa scossa, l’inagibilità di alcune parti.

Quando fu transennata la mensa della casa dello studente dell’Aquila, si pensò di aver arginato il problema, una sorta di messa in sicurezza; gli studenti protestavano perché i pavimenti “ballavano”. Nessuno ha pensato che il crollo di quella parte delimitata dalle transenne potesse far implodere l’intero edificio, o che l’implosione di una parte di esso poteva comunque causare morti.

Ora oggi si sente che la scala d’ingresso e che la biblioteca del Liceo sono inagibili. Quindi se c’è memoria storica di fatti recenti e vicini, la scuola dovrebbe trasferirsi, giusto? No, solo noi ragioniamo, solo noi vorremmo una soluzione, perché in realtà l’unica, sottintesa e proposta, è far continuare a stare i nostri figli lì.

E’ ora che si prenda la decisione di spostare nell’immediato i due istituti, magari prendendo in considerazione le aule vuote di ragioneria e, quanto prima, di cambiare, per esempio, la destinazione d’uso del centro commerciale di San Giuliano, in modo da trasferirvi gli istituti scolastici più a rischio prima che diventino fatiscenti anche quelli! Se qualcuno dei nostri politici fosse in grado di prendere decisioni del genere, penso che meriterebbe tutti i nostri voti! Ma forse non hanno figli o nipoti che frequentano il liceo o la scuola media. Rimane sempre il fatto che domani tanti nostri figli dovranno rientrare in quei locali scolastici che non offrono adeguate garanzie di sicurezza e noi genitori dovremo pregare che non accada niente.

Il diritto all’istruzione, in questo paese, è bypassato in tutte le sue forme; nessuno garantisce nulla a livello politico ed istituzionale, pensando sempre che l’istruzione sia una surplus rispetto alla forza lavoro. Il processo invece è esattamente contrario; grandi menti possono generare sistemi di valutazione e di offerte lavorative sempre più qualificate ed efficienti. Questa volta insieme a questo diritto, quello di svolgere regolarmente lezione, chiediamo anche che sia rispettato quello alla vita. E vediamo chi sarà garante per loro, istituzionalmente, oltre alla famiglia.>>

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