lunedì 14 maggio 2012

ROMA – Delitto Serena Mollicone: individuati due profili misti di DNA e tracce di licheni sui vestiti della ragazza.

Come riportato oggi pomeriggio da Giulio De Santis sul sito www.corriere.it, portale ufficiale del “Corriere della Sera”, sembra che a distanza di undici anni si sia arrivati ad una svolta nelle indagini per l’omicidio di Serena Mollicone, la 18enne di Arce trovata morta il 3 giugno del 2001 in un bosco a pochi km dalla sua cittadina.

Al termine dell’incidente probatorio disposto dal gip di Cassino Valerio Lanna sono stati individuati due profili misti di Dna maschile «utilizzabili per confronti» sui vestiti indossati dalla ragazza. Inoltre, è stata riscontrata la presenza di un’impronta digitale completa nella parte interna del nastro adesivo stretto intorno alle caviglie della giovane. Quest’ultima scoperta è ritenuta alquanto determinante.

Il confronto tra le tracce dovrebbe riguardare gli attuali indagati: l’ex fidanzato Michele Fioretti, la madre Rosina Partigianoni, l’ex maresciallo dei carabinieri Franco Mottola ed il figlio Marco, tutti coinvolti nell’indagine dopo l’assoluzione di Carmine Belli, il carrozziere inizialmente accusato del delitto. Dovrà essere comparato anche il Dna del brigadiere Santino Tuzi, suicidatosi nel 2008 perché, stando ai sospetti dell’accusa, sapeva chi aveva ucciso Serena. Finora, tra gli indagati, soltanto il carabiniere Francesco Suprano si è sottoposto al confronto, ma è risultato negativo al test.

Tra i riscontri dell’analisi effettuata dal consulente del gip, Giuseppe Novelli (docente a Tor Vergata), va infine menzionata anche la presenza di licheni sui vestiti di Serena, tipologia di funghi inesistente nel bosco Fontecupa, potrebbe indurre a pensare che il delitto sia stato commesso lontano dal luogo di ritrovamento del cadavere.

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