ARCE – Hanno tentato di impossessarsi di gioielli e oggetti preziosi attraverso una telefonata di un falso maresciallo dei Carabinieri, ma le vittime hanno intuito il raggiro e avvertito il 112, consentendo ai militari di intervenire. È accaduto recentemente a Isoletta d’Arce, dove i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pontecorvo hanno arrestato in flagranza due persone per tentata truffa in concorso. Si tratta di un uomo di 40 anni originario di Villaricca e di una donna di 46 anni originaria di Pollena Trocchia, entrambi comuni della provincia di Napoli.

L’operazione è scattata nel primo pomeriggio, quando una coppia di coniugi ha ricevuto una telefonata sull’utenza fissa dell’abitazione, ancora intestata al padre defunto. Dall’altra parte della linea, un uomo si è presentato falsamente come maresciallo dei Carabinieri, raccontando che l’automobile del nipote era stata rubata e successivamente utilizzata per una rapina in gioielleria, durante la quale sarebbero stati sottratti oggetti d’oro e la pistola di una guardia giurata.

La telefonata del falso maresciallo e l’intervento del 112

La donna, compresa la natura della telefonata, ha deciso di assecondare l’interlocutore, inventando di avere un nipote di nome Antonio. Il presunto maresciallo ha quindi annunciato l’arrivo di una perita del tribunale, incaricata di verificare e ritirare l’oro e il denaro contante presenti nell’abitazione. Nel frattempo, il marito ha contattato il 112, spiegando quanto stava accadendo. La Centrale Operativa ha immediatamente disposto l’intervento delle pattuglie: due Carabinieri in abiti civili sono entrati nell’abitazione senza farsi notare, mentre altri militari si sono posizionati nelle vicinanze per controllare gli accessi. La donna ha continuato a parlare al telefono con il falso maresciallo, mentre il marito manteneva i contatti con i Carabinieri attraverso il cellulare. In questo modo i militari hanno potuto seguire l’evolversi della situazione e attendere l’arrivo della persona incaricata di ritirare i preziosi.

La consegna dei gioielli e il fermo dei due sospettati

Poco dopo, nei pressi dell’abitazione è arrivata un’automobile a noleggio, dalla quale è scesa la 46enne. La donna è entrata in casa e ha ricevuto dalla vittima un sacchetto contenente un orologio, alcune collane e bracciali, preparato per simulare la consegna richiesta telefonicamente. Appena la donna si è diretta verso l’uscita con i preziosi, i Carabinieri in borghese sono intervenuti bloccandola. Contemporaneamente, la pattuglia posizionata all’esterno ha intercettato il 40enne alla guida dell’automobile, che, secondo la ricostruzione dei militari, avrebbe tentato di allontanarsi alla vista delle divise. Entrambi sono stati arrestati con l’accusa di tentata truffa in concorso. I Carabinieri hanno inoltre sottoposto a sequestro i telefoni cellulari e l’autovettura utilizzata dai due.

Arresti convalidati: domiciliari per la donna, obbligo di dimora per l’uomo

Su disposizione della Procura della Repubblica di Cassino, i due arrestati sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Pontecorvo, in attesa del giudizio direttissimo. Il giudice del Tribunale di Cassino ha successivamente convalidato gli arresti, accogliendo la richiesta della Procura e disponendo misure cautelari differenti per i due indagati. Per la 46enne sono stati stabiliti gli arresti domiciliari presso l’attuale residenza a Volla, in provincia di Napoli, con il divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi. Nei confronti del 40enne è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Napoli, accompagnato dall’obbligo di presentarsi alla Polizia Giudiziaria due volte al giorno. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Entrambi gli indagati potranno esercitare pienamente il diritto di difesa e devono essere considerati non colpevoli fino a un’eventuale condanna definitiva.

L’appello dei Carabinieri contro le truffe telefoniche

Il Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone sottolinea come la tempestiva segnalazione delle vittime abbia consentito di organizzare l’intervento e impedire che il tentativo di truffa venisse portato a termine. L’Arma rinnova l’invito a diffidare delle telefonate nelle quali sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine, avvocati o funzionari pubblici chiedono denaro e gioielli, spesso facendo leva su presunte emergenze familiari. In presenza di richieste sospette, la raccomandazione è di contattare immediatamente il 112, evitando di consegnare denaro o oggetti di valore a sconosciuti.

Fonte: Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone