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Arriva l’autunno, pericolo diga sul Liri: il monito dell’opposizione

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma dei consiglieri di opposizione: Massimo Ascione, Fausto Baratta, Lino Caschera, Roberto De Donatis, Antonio Farina, Giacomo Iula, Antonio Lecce, Alessandro Mosticone.

«Quando nell’ultimo Consiglio Comunale l’Opposizione chiese quale era la situazione della diga nel fiume Liri, in merito all’informativa di reato penale seguita al sopralluogo della polizia idraulica dell’11 novembre scorso, non ottenne alcuna risposta. Ora la città deve sapere che quella informativa non nasceva per un caso fortuito, ma da un atto preciso: la richiesta dell’Opposizione di un Consiglio Comunale Straordinario aperto alle spiegazioni di chi aveva autorizzato quelle opere, in modo particolare l’Agenzia Regionale Difesa del Suolo.

L’ARDIS, attraverso il suo Direttore Dr Lasagna, ci fece sapere che, sarebbe potuta intervenire solo dopo il famigerato sopralluogo dell’11 novembre. Con l’informativa di reato penale alla Magistratura seguita a quel sopralluogo, il Dr Lasagna, giustificò la sua impossibilità ad intervenire in Consiglio, scrivendoci che la competenza ora passava alla magistratura.

Da allora, ed è passato quasi un anno, è sparito il cartello dei lavori, sono spariti operai e mezzi ed è rimasto un maleodorante cantiere nel fiume, nel centro della città. Per queste ragioni, stante il costante irresponsabile silenzio di questa insulsa maggioranza, facciamo appello pubblico a tutti gli enti per le reciproche competenze, la Procura, la Regione Lazio, Protezione Civile, locale, regionale e nazionale, affinchè si proceda celermente a fare chiarezza sui pericoli relativi a quest’opera e qualora accertati a dare avvio ad ogni operazione di rimozione degli stessi.

Qui non si parla di pulizia di tombini, operazioni ordinarie che forse possono accontentare altri, ma di procedere ad una messa in sicurezza immediata di un alveo dal quale possono scaturire potenziali pericoli per la pubblica incolumità, soprattutto in ragione dell’avvicinarsi della stagione delle piogge. Questa attesa di chiarezza è andata oltre ogni tollerabile limite temporale e ogni ulteriore ritardo non è più giustificabile in alcun modo».

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