venerdì 7 dicembre 2012

“Attacco all’Ospedale. Come difendersi?” Alberto La Rocca risponde a Sora24: “Bisogna rimettere insieme i cocci″

Il pericolo di nuovi tagli all’Ospedale SS.Trinità di Sora (chiusura di 5 reparti, Ostetricia, Pediatria, Neonatologia, Nefrologia, Ortopedia con perdita complessiva di 50 posti letto e del punto nascite), stavolta davvero devastanti, ci ha spinto a rivolgere il seguente quesito alla classe politica locale: “Attacco all’Ospedale. Come difendersi?”

Risponde Alberto La Rocca

Intanto bisogna prendere atto che adesso siamo chiamati a pagare gli errori del passato, quando la sanità pubblica era considerata semplicemente un pozzo senza fine e si pretendeva di distribuire su tutti i territori ospedali che potessero coprire tutte le specializzazioni. Gli errori del passato sono stati enormi: dirigenze affidate solo per appartenenza politica a persone incompetenti, regole assurde di funzionamento interno ben lontano da ogni minima seria organizzazione, pretesa di spalmare la specializzazione su tutto il territorio, ecc…ecc…

Adesso bisogna rimettere insieme i cocci, riorganizzando, ridistribuendo personale, competenze, capacità di spesa, risparmi intelligenti, ecc. La protesta che intenderemmo portare avanti è sacrosanta e va fatta a tutti i livelli, forte e chiara, investendo del problema i tavoli decisionali e le figure politiche che ne hanno competenza. Ma di figure politiche di riferimento di questo territorio guarda caso non ne abbiamo. Diciamoci tutta la verità: per un panino di porchetta abbiamo svenduto la nostra rappresentanza territoriale a figure politiche che adesso dovrebbero rappresentarci e difenderci?

E allora è inevitabile il richiamo a un minimo di organizzazione per il futuro. Quando ho detto più volte che bisogna riequilibrare il baricentro della politica, in termini di presenza appunto sui tavoli dei centri decisionali e flussi di spesa, mi riferivo anche a questo tipo di problema. Ma se non saremo capaci ancora una volta, proprio nell’avvicinarsi delle imminenti elezioni sia regionali che amministrative, di ricompattare i nostri voti su candidature di persone capaci e spendibili, continueremo a cantare il “de profundis” per servizi e competenze che non solo avevamo conquistato ma ci spettano di diritto. Mi pare che su questa necessità di aggregazione di energie, ormai urgente e improcrastinabile, non c’è la giusta disponibilità di tutti i maggiori referenti.

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