domenica 9 dicembre 2012

“Attacco all’Ospedale. Come difendersi?” Marco Urbini risponde a Sora24: “Potenziare nelle strutture periferiche le eccellenze″

Il pericolo di nuovi tagli all’Ospedale SS.Trinità di Sora (chiusura di 5 reparti, Ostetricia, Pediatria, Neonatologia, Nefrologia, Ortopedia con perdita complessiva di 50 posti letto e del punto nascite), stavolta davvero devastanti, ci ha spinto a rivolgere il seguente quesito alla classe politica locale: “Attacco all’Ospedale. Come difendersi?”

Risponde Marco Urbini (Sinistra Ecologia Libertà Sora)

La situazione sanitaria è drammatica nel suo bilancio a causa degli effetti di cattive amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi venti anni. Già da più di dieci anni che si parla di crisi e del buco sanitario, in particolare nel Lazio. Oggi stiamo pagando gli sprechi dei politici che negli anni hanno sperperato risorse per un loro interesse privato e di propaganda pubblicitaria.

E’ evidente, e logico, che se si costruiscono strutture come quelle del “SS. Trinità” devono essere sfruttate al fine di ammortizzare negli anni i costi sostenuti. Ma se poi si realizzano altre strutture simili in altri comuni, per una provincia come quella di Frosinone, i conti ovviamente non tornano. Ma gli sprechi non sono solo nel campo “civile” ma sopratutto nel settore dei dispositivi medici. Ad oggi, e non si sa per quale ragione/interesse, è ferma la discussione di legge per l’inserimento obbligatorio nelle strutture sanitarie della figura dell’Ingegnere Clinico.
Il servizio di Ingegneria Clinica, che alcune aziende ospedaliere hanno adottato per loro scelta, ha diversi compiti importanti ma sopratutto quello di una efficiente gestione del settore tecnologico, nota dolente dei bilanci sanitari. L’ingegneria Clinica ha come obiettivo quello della manutenzione e della responsabilità di gestione delle tecnologie: dalla programmazione e pianificazione delle acquisizioni alla valutazione tecnica ed economica degli acquisti di tecnologie Biomediche. Questo servizio permette di evitare tutti gli sprechi che ci sono stati dall’acquisto alla gestione dei dispositivi.

Non pochi casi mi tornano in mente di acquisti di macchinari e mai utilizzati. Ecco questo sistema così come è non può funzionare. La classe politica si limita a chiudere strutture o tagliare il personale senza trovare la vera cura che possa risolvere una volta per sempre il vero problema della sanità. Ad oggi, in una provincia come Frosinone, è impossibile mantenere più di due strutture come il nostro nosocomio. La domanda sorge spontanea: come mai non si è deciso di puntare su una struttura esistente ed invece si è preferito farne una nuova?. E’ evidente che ci sono degli interessi di privati cittadini contro la collettività.

Una soluzione ci sarebbe, anche a discapito della chiusura di alcuni reparti del nostro ospedale. Potenziare nelle strutture periferiche le eccellenze, penso per il nostro SS. Trinità al reparto di Oncologia affiancato dalla diagnostica. Seguire il modello europeo, dove c’è un centro ospedaliero che serve una popolazione di circa 500mila abitanti (DEA di secondo livello) e distretti periferici con eccellenze e DEA di primo livello con tutti i mezzi di soccorso pronti in caso di emergenze gravi (esempio eliambulanze).

Il problema per il futuro che più mi preoccupa non sono se i figli nasceranno a Cassino o a Frosinone (che sembra di più un discorso di “provincialismo”), ma che l’attuale sistema nazionale sanitario venga cambiato. Per questo motivo non mi sono piaciute le dichiarazioni del “Premier tecnico” Mario Monti quando ha dichiarato che l’attuale sistema sanitario deve essere rinnovato. Non vorremmo mica fare la fine degli Stati Uniti d’America con le assicurazioni sanitarie? Più che difendere solo il nostro ospedale, ho la sensazione che ci siano da salvare i principi su cui si basa il nostro sistema Sanitario nazionale: garantire a tutti le cure come sancito dall’art.32 della nostra Costituzione.”

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