martedì 11 dicembre 2012

Attacco all’Ospedale. Come difendersi? Roberto Frisenda (Sel) risponde a Sora24: “chi taglia distrugge”

Accetto volentieri, anche se con qualche giorno di ritardo, l’invito rivoltomi dalla redazione di Sora24 ad esprimere un mio parere sull’attacco all’Ospedale di Sora e sul rischio di chiusura di alcuni reparti. Mi sia consentito però di allargare il ragionamento all’attacco alla sanità pubblica, perché il piano Bondi riguarda tutto il Lazio. Premetto che circa un anno fa avevo in cuor mio salutato con piacere l’avvento di un governo tecnico, che metteva fine alla catastrofica esperienza del governo Berlusconi. Dopo i primi (pesanti) interventi emergenziali però la fiducia nei tecnici è andata via via scemando.

Ed è definitivamente tramontata quando è emersa chiara l’incapacità ad attuare politiche eque. Perché questa premessa, perché a mio parere anche l’ultimo intervento di Bondi (in tandem con la Polverini) in materia di sanità segue la logica dei tagli lineari e degli interventi facili (una volta si aumentavano sigarette e benzina). Nel leggere le linee d’azione del piano Bondi mi avevano colpito positivamente alcuni degli obiettivi, ed in particolare quelli del rafforzamento della rete delle emergenze e quello di “potenziare l’offerta assistenziale nelle province per decongestionare l’area romana”.

Il tutto avrebbe dovuto portare nel triennio 2013-2015 ad un sostanziale equilibro finanziario. Ebbene nel decreto di riordino della rete ospedaliera presentato da Bondi non si tiene assolutamente conto di quanto ipotizzato in partenza ma si fa la solita operazione matematica dove, per riportare i conti in ordine, si sottraggono posti letto. Infatti per la nostra provincia il saldo finale dei posti letto è di -65 (nella proposta presentata). Certo, se poi analizziamo Sora, perdere completamente Ostetricia e Ginecologia oltre che Pediatria e Neonatologia rappresenta un intervento micidiale. E dico questo non certo perché così a Sora non nascerà più nessuno (lo considero il male minore) ma perché tutte le comunità ( e non sono pochi abitanti) che gravitano sull’Ospedale di Sora non avranno più un’assistenza sanitaria pubblica per la cosiddetta “area della natalità”.

Ed una prima considerazione sorge spontanea: ma quando si ipotizzano questi tagli finalizzati ai risparmi si tiene conto di quanto costa all’intera comunità ed al singolo cittadino (in termini di tempo, carburante ed altro) doversi recare in una località distante 40/ 50 km dalla precedente? Non credo proprio perché altrimenti si studierebbero altri tipi di intervento. Sono stati fatti, ad esempio, tutti gli interventi possibili per uniformare il costo degli acquisti a valori standard? Si è analizzato se anche nell’ambito di strutture decentrate ed amministrative (presenti anche a Sora) il personale è correttamente calcolato o è possibile intervenire con interventi di ottimizzazione (senza per questo tirar via posti letto)?

Nell’intervento di Bondi, ripeto, non ho trovato la benché minima volontà di cercare soluzioni alternative, certamente più faticose, all’elementare taglio dei posti letto. Ed è per questo che lo slogan “chi taglia distrugge” coniato per la manifestazione sindacale dell’11 dicembre è più che appropriato. In conclusione mi sembra corretto chiedere che prima di passare a chiusure e/o a tagli indiscriminati si faccia una seria analisi e si tagli non la spesa sanitaria ma lo spreco sanitario.

Roberto Frisenda – Componente dell’Assemblea Provinciale di SEL

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