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BUONE VISIONI – Il Cinema in TV sabato 13 luglio (di Aaron Ariotti)

Quattro film e un funerale. Il funerale è quello della televisione e della fiction italiana: è di qualche giorno fa la notizia che un documento riservato è stato consegnato dal direttore generale della Rai Gubitosi alla Commissione di Vigilanza. Nel documento, una ventina di pagine circa, ci sono i nomi delle 2400 società che si sono divise e si divideranno la torta degli appalti pubblici. Senza farla troppo lunga, vi rimando all’articolo del Fatto Quotidiano on line in cui si parla di questo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/08/rai-ecco-a-chi-vanno-due-miliardi-di-euro-allanno-di-appalti/648817/#.UdqixwB9wRQ.gmail. Insomma, l’avete capito, nel Bel Paese della mafia sembra proprio che la logica mafiosa abbia ormai preso il sopravvento su tutto. E vabbè. Come diceva Nanni Moretti in un suo celebre film: “Continuiamo così. Facciamoci del male”.

I quattro film sono quelli che vi consiglio oggi. Badate, sono quattro capolavori, diversissimi l’uno dall’altro. Il primo lo trasmette Rai Movie alle 19,05. Si tratta di “Monsieur Verdoux” di Charlie Chaplin. Qui, Charlot, il buffo omino con la bombetta e il bastone, non c’entra. Monsieur Verdoux è un bancario francese disoccupato che sposa e uccide ricche signore sole per ereditarne i beni e mantenere così la sua famiglia. Chaplin punta tutto sul drammatico e realizza una delle sue opere più compiute e mature raggiungendo l’apice della sua satira. È evidente la critica alla società piccolo-borghese e al perbenismo diffuso. Curiosità: in origine il film doveva essere realizzato da Orson Welles, che compare nei titoli di testa come soggettista.

Alle 23,50, ancora su Rai Movie, “La ballata di Cable Hogue” (1970) del grande Sam Peckinpah. L’avventura del selvaggio West è agli sgoccioli. Cable Hogue, un anziano cercatore d’oro, trova una sorgente d’acqua e mette su una stazione di servizio per diligenze, trovando il profitto e raggiungendo una discreta agiatezza. Ma il destino cinico e baro è in agguato… Ottimi interpreti (Jason Robards, Stella Stevens, Strother Martin) per un film corposo e amaramente ironico: il mitico West dei pionieri è stato travolto dal progresso, così come tutto il resto. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western classico e della mitologia del “self-made man”, Peckinpah fa emergere l’anima reale dell’America e la sconfitta del capitalismo come presupposto di benessere. Come sempre nel cinema d’autore, la disillusione trionfa sui propositi di gloria. Eccezionale. Non perdetevelo.

Alle 1.00 su Raitre, “Il diritto del più forte” (1975) del maestro Rainer Werner Fassbinder. Storia d’amore e di sfruttamento tra un giovane sottoproletario omosessuale che ha vinto mezzo milione di marchi al lotto e il figlio di un piccolo industriale grafico sull’orlo del fallimento. È uno dei capisaldi del cinema tedesco. I temi affrontati sono il potere, lo sfruttamento, l’espropriazione. Si tratta di una delle opere più politiche della filmografia del regista tedesco, e anche una delle più riuscite. Il titolo originale Faustrecht der Freiheit significa letteralmente “pugno di ferro della libertà”.

A seguire, sempre su Raitre, un’altra bella mazzata con “A caixa – La cassetta” (1994) del maestro portoghese Manoel de Oliveira. A Lisbona un mendicante cieco vive di elemosine e della vendita di piccoli oggetti. I soldi che guadagna li custodisce in una cassetta datagli dal governo che serve anche ad attestare il suo stato ufficilae di non vedente. Si tratta di un oggetto invidiato da tutti i poveri del quartiere e diventa presto molto ambito. Soggetto meraviglioso per un film che racconta in maniera sublime l’abisso della miseria e lancia uno sguardo perplesso sull’integrazione europea. Versione originale sottotitolata. Che, per inciso, è sempre il modo migliore per guardare un film.

Vista l’aria che tira in Rai, e sicuramente anche altrove, cerchiamo di consolarci come possiamo. Buone visioni.

Aaron Ariotti

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