Cai SORA: Emanuele Petrozzi, Piero Capoccia e Angelo Capoccia sulla cima del “Disgrazia” (3.678 m)

Il nome del Monte deriva dal dialetto “desgiascià” e nulla ha a che fare con “le disgrazie”, ma significa “sghiacciare”.

Continua l’attività alpinistica della nostra Sezione, tornata in auge negli ultimi anni, che sta portando la bandiera del Cai Sora su numerose cime delle principali montagne italiane.
26 luglio 2019 i soci alpinisti sorani Emanuele Petrozzi, Piero Capoccia e Angelo Capoccia (Cai Esperia) ascendono la vetta del Monte DISGRAZIA (3.678 mt.) nobile e imponente montagna a cavaliere tra la Valmalenco e Val Masino (Alpi Retiche). Conquistato per la prima volta il 24 Agosto del 1862 da una cordata inglese in realtà il nome del Monte deriva dal dialetto “desgiascià” e nulla ha a che fare con “le disgrazie”, ma significa “sghiacciare”. Lontana dai circuiti alpinistici di massa è la prima volta che la bandiera del Cai Sora sventola su questa vetta.

Questa la breve relazione tecnica: partenza il 25 luglio dalla Piana di Preda Rossa (1950 mt.) per raggiungere il Rifugio Ponti (2.559 mt.) da poco gestito da una giovane ed ospitale coppia che si ringrazia che si ringrazia. All’alba del 26 luglio partenza alle ore 04.30 verso la Cresta Morenica con arrivo prima alla base del ghiacciaio (2.995 mt.) e poi alla Sella di Pioda. Da qui inizia il percorso su roccia per ripidi canalini con tratti su roccia friabile in forte esposizione. Superati e aggirati degli ammassi rocciosi, attraversati piccoli tratti di nevai e superate placche sempre più ripide, si raggiunge la vetta alle ore 10.15. Ritorno per la via di salita.

Nel libro Arrampicare è il mio mestiere Cesare Maestri cercando di scoprire quali siano i mali dell’alpinismo moderno si rende conto che sono gli stessi che insidiano la nostra società e cioè intolleranza, bigottismo e saccenza. Ogni alpinista dovrebbe essere libero di andare in montagna come più gli aggrada: di giorno o di notte, con i chiodi o senza, per conforto o sconforto. La nostra Sezione ringrazia questi giovani soci che in piena adesione allo spirito di Maestri hanno scelto di vivere la pratica dell’alpinismo portando avanti un progetto di esplorazione delle nostre Alpi esclusivamente con carte, studio del territorio e allenamento costante, in conformità con la storia quasi centenaria del Cai Sora. Auguri per nuove ed entusiasmanti conquiste!

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