venerdì 30 dicembre 2011

Capodanno 2012: gli auguri di Alberto La Rocca al Popolo Volsco.

Qualcuno ha detto che“Il futuro è il cassetto dei nostri sogni”. Una immagine che mi è rimasta in mente e che torna ora, a poche ore dall’avvento del nuovo anno. Il pensiero va a quel mio cassetto dove ho riposto, da libero cittadino, i sogni e le speranze legate alla mia terra, alla mia amata Sora che tanto vorrei vedere così come l’ho sempre desiderata. Una città curata al centro così come in periferia, con gli alberi ricchi e rigogliosi che accompagnano le passeggiate delle famiglie lungo i viali, anch’essi ben curati; un fiume con le sue sponde sistemate e ben tenute che possa diventare una risorsa e non continuare ad essere un problema; una città pulita, senza sacchetti della spazzatura lasciati in terra vicino ai cassonetti a volte colmi per giorni; senza brandelli di carta lasciati al di sotto degli spazi pubblicitari che non sono purtroppo ben tenuti, per non parlare delle affissioni abusive; senza quei veri e propri tappeti di plastica, bottiglie e cartacce che chiunque transitando da e verso Sora, compresi i turisti, è costretto ad incontrare agli svincoli delle superstrade. E che dire poi, delle vie extraurbane, ormai caratterizzate da buche sempre più profonde e peraltro mal ricoperte che, oltre a danneggiare le vetture, fanno violenza al decoro? Eppure no, non voglio far polemica. Il mio è un augurio sincero e sereno. Affinché si programmi di più e meglio, affinché non ci si muova solo e soltanto all’insegna della politica dell’emergenza, affinché si scopra il valore del metodo nel fare le cose. Il mio augurio è un auspicio affinché si scelga di incoraggiare la progettualità, affinché si scelga di rinunciare agli egoismi a vantaggio dell’unità e della ricerca del bene comune. Il mio auspicio è che i bisogni delle quindicimila famiglie in tutta la provincia di cui si è parlato, riescano a trovare il dovuto riscontro e che l’ardore dei giovani non venga lasciato morire come troppe volte è già accaduto. Che si dia ascolto a loro, a quei giovani cui andrebbero consegnati gli strumenti per sentirsi davvero partecipi di un qualcosa di vero ed importante e tramite i quali riescano a trovare se stessi e quella fiducia nelle istituzioni che forse non hanno mai davvero avuto. A loro sia dato spazio, a loro siano affidati quei posti che ancora oggi, inspiegabilmente, vengono assegnati in maniera clientelare e non meritocratica, ottuagenari compresi. Non dimenticando che l’errore financo all’abuso lo commette non solo chi opera queste scelte ma anche chi le lascia correre facendo finta di non vedere o peggio accettandole, subendole supinamente per motivi di equilibrismi politici. Che si abbandonino le correnti dei partiti perché esse seguono logiche dannose per il territorio, come ha ben dimostrato il caso dell’assessorato provinciale al quale Sora ha dovuto rinunciare, remando tutti insieme in attesa delle prossime scadenze elettorali. L’augurio è che si rimetta mano alla vera progettualità, quella che andrebbe impiegata in ogni campo, dalle infrastrutture allo sport, dove non può esistere, questa è la dura realtà, solo un’isola felice mentre tutto il resto cade a pezzi, bisogna intervenire perché anche lo sport merita attenzione e dignità. Il mio augurio è che ognuno faccia la propria parte, che si abbandonino i pregiudizi e gli schemi prestabiliti e, abbandonando sterili contrapposizioni, si torni, tutti insieme, a lavorare per Sora. Questo è il mio augurio, sentito e sincero, legato a questo 2012 che arriva. Sora merita i nostri sogni! Guardiamo con fiducia al nostro futuro! Auguri…

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