sabato 22 dicembre 2012 561 VISUALIZZAZIONI

Carceri sovraffollate, il digiuno di Pannella e la sconfitta di Pirro

Sono sincero: Pannella non mi sta simpatico, perché sono 50 anni che fa proteste eclatanti e digiuni radicali… ma il Paese reale non è cambiato, anzi, forse è peggiorato. Però sulla sua ultima battaglia per migliorare la condizione dei carcerati merita rispetto. Perché è una causa in favore degli ultimi e dei deboli. Non a caso il leader dei Radicali ha ricevuto la solidarietà del guarda sigilli della Giustizia, l’ex ministro Severino, e la visita in clinica dell’ex premier Monti.

Il problema, a mio avviso, è che Pannella non otterrà neanche la classica vittoria di Pirro, re dell’Epiro. Si parla di reinserimento dei detenuti nella società, si dice che “il sovraffollamento resta un’emergenza che deve essere priorità di tutti: Governo, Camere penali, Enti locali, avvocati ed associazioni”, queste le parole – durante la visita di oggi delle carceri di Paliano e Cassino – da parte del presidente del consiglio regionale Mario Abbruzzese. Quest’ultimo, in una nota sul tema del sovraffollamento delle carceri, tra le altre cose ha aggiunto: “Un richiamo forte anche per le nostre Istituzioni nazionali a mettere un punto sulla situazione delle carceri e degli istituti detentivi in generale, divenuta gravissima. Peccato che la riforma intrapresa dal Governo Berlusconi prima e poi dal Governo Monti, anche sulle pene alternative alla detenzione, non abbia trovato un punto di sintesi in Parlamento con un’iniziativa legislativa, che avrebbe risposto anche alla richiesta  di norme minime comuni di detenzione previste dalla UE, unitamente l’attuazione di meccanismi di monitoraggio più appropriati”.

Pannella probabilmente perderà sia la battaglia che la guerra. Perché il vecchio leone sa ancora ruggire, ma sulle carceri mi sembra Don Chisciotte contro i mulini a vento. Perché – come ha denunciato tempo fa l’attrice Sabrina Ferilli – questo è diventato un paese cattivo verso i suoi figli, specie i più deboli. Guai a restare indietro. Che siano esodati, precari della scuola o della sanità, malati, disabili o carcerati fa lo stesso. I soldi per le fasce più a rischio non ci sono. Tutta colpa della crisi dicono alcuni. Strano però che la crisi economica c’è sempre e solo per gli stessi, gli ultimi e gli indifesi.

Sacha Sirolli

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