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“Cari lettori, permettetemi di condividere con voi alcune sensazioni che non riesco a trattenere dentro di me” (di Raffaele Sciarretta)

Cari lettori, permettetemi di condividere con voi alcune sensazioni che non riesco a trattenere dentro di me. Essendomi posto come un semplice spettatore, interessato sì, ma ahimé, non a conoscenza dell’oggetto della discussione, negli ultimi giorni mi sono avvicinato a quel “modo nuovo di parlare”, “conoscere ed apprezzare”. Una cosa bellissima che mi ha reso felice ed emozionato. Tutte le persone che mi circondavano erano come me, felici, appagate, ed anche un minimo realizzate.

Le serate di Sabato 13 e Martedì 16 Luglio presso il Musero civico sono state occupate da incontri con scrittori, poeti, musicisti, artisti della calligrafia, storici, fotografi, cultori e realizzatori di particolarità culinarie, di un territorio, tutti presenti e tutti uniti da una voglia quasi spasmodica di fare, anche nostri, i loro lavori, le loro opere, i loro sforzi.

Una volta uscito dal museo, avendo volto lo sguardo, mi sono reso conto delle numerose persone o famiglie che occupavano piazza Mayer Ross. Tutto questo mi è parso inutile, scialbo e triste. Voglio premettere che anch’io sono stato tra i ragazzi che sedevano al bar, oppure in vineria, o che passeggiavano spensierati in piazza Mayer Ross, non conoscendo l’esistenza di un museo, l’importanza e l’interesse di alcune attività.

Il mio caro amico Bruno La Pietra ha scritto in un suo post: “Serata bellissima e come al solito pubblico sorano distratto da incombenze improcrastinabili.” Io mi sento impotente, quasi uno sciocco a non aver sfruttato appieno tempo e possibilità per studiare ed approfondire meglio le numerose discipline che forse oggi, quarantenne, mi avrebbero permesso di fare ciò che volevo veramente.

Forse le cose non sarebbero cambiate, però una cosa la ricordo bene e cioè il giorno del mio esame di terza media. Avevo tutti i miei insegnanti di fronte e alla mia domanda “che scuola superiore mi consigliate di frequentare?”, risposero: “beh tra ragioneria, geometra, segreteria d’azienda, liceo classico, scientifico o artistico, ti consigliamo ragioneria!”.

La cosa mi sembrò assurda, perché in realtà non me ne piaceva nessuna. Però visto che mi toccava scegliere, accettai il consiglio e scelsi ragioneria, perché ai tempi era una nuova scuola, dove si potevano conoscere diverse persone. In realtà le cose erano ben differenti: quella era solo la porta di un salotto immenso, fatto di studio che poteva interessarmi, appassionarmi, intrigarmi.

Ieri ho assistito ad una stupenda conversazione sul teatro greco ad opera del Prof. Cristiano Scagliarini. Ho sentito quelle parole per la prima volta. Tema della serata è stato l’importanza del teatro, non solo a livello strutturale, ma a livello di significato e contenuto. Tutto ciò è apparso per me nuovo. Ho trascorso due ore di tranquillità e di cultura, in grande spensieratezza.

Raffaele Sciarretta – Sora24

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