Carnevale del Liri, il Comitato permanente critica Gemmiti: «Scherzo da Assessore»

I carri rimasti a lungo tempo esposti alle intemperie sono inutilizzabili sia per la parte artigianale, che quella strutturale.

«La caratteristica del Carnevale è la visione del mondo resa con scherzi e paradossi che purtroppo a volte, crea situazioni estreme, trasformando la satira e la caricatura in qualcosa di opposto. Non vorremmo che il Comune di Sora stia meditando la sublimazione del detto “a Carnevale ogni scherzo vale”, affermando l’insostituibilità del Carnevale a parole , ma nei fatti, creando le condizioni perché non si possa fare.

Il modo di rapportarsi dell’attuale amministrazione Comunale con il Comitato Permanente del Carnevale del Liri è stato improntato a annunci espansivi che in pratica si sono rivelati trascurabili. Scarsa o pressoché nulla la collaborazione, tant’è che ben due richieste formali di incontro con il Sindaco e l’Assessore, sono state completamente ignorate. Risorse annichilite, meglio, promesse e mai erogate ormai da due anni. Infatti dopo una consistente riduzione del contributo previsto per le Associazioni che materialmente realizzano i carri per l’anno 2018 a tutt’oggi ancora siamo in attesa della modesta cifra concordata.

Ma la conferma dei nostri sospetti di volerci costringere a lasciare, di fatto già passato nelle mani dell’assessorato, è il modo con cui l’Assessore ha operato nel dopo Carnevale 2019.
Premesso che il pregio e la continuità temporale del Carnevale del Liri, si basa su una sinergia fra Comitato che organizza e realizza e il Comune che, a norma di Statuto a suo tempo condiviso e recepito, dovrebbe fornire un sostegno economico e tecnico perché l’evento, di grande richiamo mediatico possa realizzarsi e arricchirsi.

Una delle promesse, mai mantenute, era quella di assicurare tra un Carnevale e l’altro, locali idonei alla costruzione dei carri allegorici e permettere la realizzazione di laboratori artigianali della cartapesta. La cosa ha sempre avuto soluzioni provvisorie, operando in locali fatiscenti ma almeno con un tetto sulla testa e molte soluzioni avventurose per dare il minimo di agibilità. A fine sfilata 2019 l’ASSESSORE AVEVA GARANTITO IL RIENTRO DEI CARRI IN LOCALI IDONEI, visto che da dove eravamo usciti non avevamo la possibilità di rientrare.

Ma alla richiesta della nostra destinazione ci veniva comunicato che la soluzione si postergava di un paio di giorni, per cui i carri dovevano sostare all’aperto in un terreno ubicato dietro le ex carceri, senza alcuna possibilità di difenderli dalle intemperie e dai malintenzionati. Purtroppo non avevamo soluzioni di ricambio, oltre la fiducia nell’impegno personale di chi doveva gelosamente tutelarci. Di giorni ormai ne sono passati 235. Ci siamo esauriti a telefonare e a cercare il M° Gemmiti, certamente assorbito nella ricerca di approdi culturali per una città ormai allo stremo, ma abbiamo avuto solo risposte evasive, rimbalzandoci verso altri dirigenti che non ne sapevano nulla… poi il silenzio.

Conclusione: i carri rimasti a lungo tempo esposti alle intemperie sono inutilizzabili sia per la parte artigianale, che quella strutturale. Con rispetto per i ruoli e spirito di collaborazione, abbiamo sempre cercato di non essere invasivi, ma la pazienza ha un limite e le scadenze finanziarie non apprezzano i rapporti di buon vicinato “morosi”, a questo punto, oltre che ricordare ai nostri Amministratori gli impegni disattesi, vogliamo comunicare ai Sorani, che noi continueremo a batterci per un carnevale “laico” ma se questo non si realizzerà, sanno a chi chiedere il conto».

È quanto emerge in una nota stampa a firma del Comitato Permanente del Carnevale del Liri.

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