1 dicembre 2011 redazione@sora24.it
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Casalvieri – Presentazione del libro “Vite di carta” di Anna Pizzuti

Costanza Rufo doveva essere una donna forte. Per un lungo tragitto portò sulla testa una cesta di 44 chili. Dentro non c’erano le solite cose che vi metteva al ritorno dai campi; dentro c’era una persona. Una donna. Ursula Steinitz.I militari che presidiavano San Donato Val di Comino, non percepirono negli occhi di Costanza nessun barlume, nessuna esitazione e le permisero di allontanarsi dal paese con la cesta. Fu così che Ursula, che tutti chiamavano Ulla, riconquistò la libertà. Ulla era tedesca ed ebrea: era stata internata a San Donato tra il 1940 e il 1944, insieme ad altri ventisette ebrei non italiani. Quella di Ulla è una delle poche storie con un lieto fine. Quella di Ulla è solo una delle storie che Anna Pizzuti, dopo ricerche faticose e appassionanti, riporta in “Vite di carta – Storie di ebrei stranieri internati dal fascismo” (pp. VI-234, €24,00), libro pubblicato l’anno scorso da un’importante casa editrice romana, Donzelli, punto di riferimento per molti studiosi. Il libro approfondisce un aspetto delle leggi antisemitiche: l’internamento degli ebrei stranieri – cittadini italiani o profughi in fuga dalle persecuzioni inflitte dal nazismo – sulla scorta di quanto accadde durante la guerra nella Valle di Comino, in particolare a San Donato.Sabato 3 dicembre, alle ore 16,30, il libro sarà presentato presso la Sala del Consiglio del Comune di Casalvieri (Piazza Municipio), con la partecipazione dell’autrice. Illustrerà l’opera Rita Di Fazio, che affianca all’attività di insegnante, lo studio della letteratura rinascimentale e della storia del Novecento. Anche la passione per la storiografia di Anna Pizzuti, è scorsa per anni a fianco ai banchi di scuola. Oggi Anna Pizzuti è un’insegnante in pensione, che si dedica totalmente alle sue ricerche, i cui frutti sono pubblicati sul sito www.annapizzuti.it.La presentazione di “Vite di carta” si inserisce in un ciclo di incontri, organizzato dall’Associazione culturale “Dedalus” (Casalvieri), dedicato al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Gli appuntamenti intendono non tanto celebrare l’anniversario, quanto rispolverare la memoria della nostra storia e, soprattutto, favorire la riflessione, un approccio critico di fronte agli argomenti trattati.Nell’incontro precedente è stato affrontato il discorso sulla persecuzione degli ebrei in Italia. Ha spiegato come andarono le cose Mario Avagliano che, insieme a Marco Palmieri, ha pubblicato “Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia” (Einaudi, Torino 2011, pp.LXXXII-390, € 15,00). Si tratta di un libro che parla da solo. Non lascia spazio alla voce degli scrittori, perché a raccontare la tragedia sono le lettere, gli stralci di diario delle persone che vissero le ingiustizie sulla propria pelle. Anche “Vite di carta” è un libro che parla da solo. Ma le vite dei ventotto internati non sono raccolte nei diari e nelle lettere, ma sono congelate nei registri, tra i fascicoli conservati negli archivi, tra la polvere. Sono vite che affiorano, inaspettatamente, sfogliando i documenti burocratici dell’epoca; che inaspettatamente sulla carta scivolano, si addensano, si materiano. Proprio quella carta che aveva detto di sì, che aveva suggellato il trasferimento dall’Italia ai campi di sterminio in Germania, che aveva firmato la loro condanna a morte, si rivela l’unica voce che possa raccontare. È la voce inattesa, del boia. È, forse, il suo estremo, plateale tentativo di redenzione.

Davide Di Poce

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