venerdì 4 settembre 2015 LETTO 2.009 VOLTE

Caso Conte: solidarietà dall’opposizione e silenzio dalla maggioranza

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma dei consiglieri comunali di Sora Massimo Ascione e Fausto Baratta.

«Dopo tante inutili chiacchiere, dopo innumerevoli e disattese autoproclamazioni, questa amministrazione ha ancora una volta trovato il modo di mettersi in cattiva luce di fronte ai suoi cittadini. Una nuova caduta di stile, a dimostrazione dell’ormai conclamata incapacità di mantenere le redini di Sora e di una compagine amministrativa frazionata e litigiosa.

L’ultima vittima di questa maggioranza, senza dubbio la peggiore dal dopoguerra ad oggi, è l’assessore all’urbanistica Antonio Conte, letteralmente zittito durante il Consiglio comunale. Una fatto che ha inevitabilmente relegato in secondo piano il delicato tema della discussione sul bilancio. Ad accendere la miccia, uno degli ormai famosi ‘sermoni’ del consigliere Costantini, che evidentemente prova un piacere particolare a gettare benzina sul fuoco e ad esasperare un clima che poteva essere rasserenato con semplicità. A fare da sparring partner, ecco l’ottimo Salvatore Meglio, inflessibile presidente del Consiglio. A Conte, la cui decennale esperienza non ha bisogno di dimostrazione, è stato impedito da parlare e chiarire alcune questioni inerenti alle sue deleghe per un incredibile cavillo formale: sarebbe stato sufficiente che lo stesso Costantini avesse semplicemente aggiunto al suo intervento una esplicita richiesta all’assessore per superare lo scoglio. E invece niente. Di fronte all’assurda chiusura di Meglio e Costantini, Antonio Conte ha sbottato e si è allontanato dall’Aula pronunciando chiare parole di attacco nei confronti del suo schieramento.

L’ennesima brutta scena regalata ai Sorani. Tuttavia, l’aspetto che più ci ha sorpreso è stato il silenzio del ‘mentore’ di Conte, che da un anno siede tra i banchi della maggioranza. Proprio lui, che con un agile salto della quaglia il 26 settembre 2014 è diventato la stampella di Tersigni, non ha nemmeno alzato gli occhi o timidamente chiesto rispetto per l’esponente di giunta che è sua diretta emanazione e per la quale non ha esitato a spaccare il suo partito.

Cosa farà, adesso, Antonio Conte? Si dimetterà? Chiederà scusa? Verrà defenestrato? Tutte le ipotesi sono sul tavolo anche se, conoscendo la storia e l’esperienza dell’assessore, fatichiamo ad immaginare che possa ridurre il tutto ad un semplice scatto d’ira. Una persona attenta come è Conte, cui va la nostra solidarietà come uomo, non si lasca andare all’improvviso a scene come quella cui abbiamo assistito. Che sia l’inizio di una resa dei conti interna al PD e all’amministrazione comunale? Presto lo sapremo, anche perché questi signori che governano Sora almeno una cosa ce l’hanno insegnata: che al peggio non c’è mai fine».

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