CASSINO – Una corona d’alloro, una tesi discussa davanti alla commissione universitaria e un voto di 108. Ma dietro la laurea conseguita da Enrichetta Cordua, 55 anni, c’è una storia che va ben oltre il raggiungimento di un titolo accademico. È una storia di determinazione, di fiducia nel futuro e di nuove opportunità offerte attraverso lo studio. Enrichetta è infatti la prima donna detenuta a laurearsi attraverso il Polo Universitario Penitenziario dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

Un traguardo importante, celebrato oggi, 21 ottobre 2026, dall’Ateneo cassinate, che rappresenta una testimonianza concreta del valore dell’istruzione nei percorsi di reinserimento sociale.

Una laurea che rappresenta un nuovo inizio

Studentessa del Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute, Enrichetta Cordua ha discusso il suo elaborato finale dal titolo “Una finestra sul mondo della tecnologia e l’istruzione in carcere. Un ponte tra offline e online”, sotto la guida del relatore professor Pio Alfredo Di Tore, conseguendo la votazione di 108.

Un lavoro che affronta temi di grande attualità, dal rapporto con le nuove tecnologie alle opportunità educative, soffermandosi sul ruolo dell’istruzione come strumento capace di superare le barriere, anche quelle imposte dalla detenzione.

Il titolo stesso dell’elaborato racchiude un messaggio significativo: costruire collegamenti tra realtà apparentemente distanti, favorire l’accesso alla conoscenza e offrire nuove prospettive attraverso la formazione.

Il valore dello studio oltre le mura del carcere

La vicenda di Enrichetta invita a riflettere sul significato della funzione rieducativa della pena, principio sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana.

L’istruzione rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali una persona può acquisire nuove competenze, sviluppare consapevolezza e prepararsi a costruire un percorso diverso per il proprio futuro.

La laurea conseguita a 55 anni assume così un valore che supera la dimensione individuale. Dimostra che la possibilità di apprendere e migliorarsi non dovrebbe essere limitata dall’età o dalle condizioni personali.

Non cancella il passato, ma può contribuire a costruire un futuro differente.

Oltre 60 studenti detenuti iscritti all’Università di Cassino

Il risultato raggiunto da Enrichetta si inserisce nell’attività del Polo Universitario Penitenziario Unicas, attraverso il quale l’Ateneo garantisce opportunità di formazione universitaria alle persone detenute.

Attualmente sono oltre 60 gli studenti detenuti iscritti all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Il primo traguardo accademico del progetto risale al 2023, anno in cui è stato proclamato il primo laureato.

Con Enrichetta Cordua arriva oggi un ulteriore risultato: per la prima volta anche una donna detenuta completa il proprio percorso universitario attraverso il Polo.

Un successo personale che diventa anche un riconoscimento per il lavoro svolto dall’Università, dai docenti e da quanti contribuiscono a rendere concretamente accessibile il diritto allo studio.

La fotografia di Enrichetta, sorridente con la corona d’alloro e la tesi tra le mani, racconta forse meglio di tante parole il significato di questa giornata.

Perché una laurea può rappresentare molto più di un punto d’arrivo. A volte è soprattutto la possibilità di ricominciare.

Fonte: Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale