venerdì 9 maggio 2014

Ciao Elvira…

Ho parlato con Elvira una volta sola, esattamente un anno fa, per lavoro, in una mattina di maggio, nella vecchia redazione vicino Santa Restituta. Appuntamento fissato per le nove: alle nove spaccate ha suonato alla porta. Dopo pochi minuti mi sono subito reso conto di avere davanti una donna con la “D” maiuscola: sicura, schietta, ben disposta ad andare sopra le righe se necessario. Il burbero Lorenzo, che quando perde le staffe al telefono resta senza voce per una settimana, era all’angolo del ring, impacciato. Il colloquio, tuttavia, superata una prima fase di studio reciproco, è diventato via via amichevole e sorprendentemente piacevole.

Non so davvero come, ma ad un certo punto la conversazione è diventata così interessante che ho smesso di parlarle di lavoro ed ho iniziato a raccontarle un po’ della mia vita. «Sai Elvira – ho esordito, incurante della mente che urlava: ma che cavolo dici!!! – io non avrei mai dovuto laurearmi in ingegneria elettrica, perché non so cambiare neanche una lampadina ed i circuiti non mi sono mai piaciuti. Mi piacerebbe infatti ricominciare a studiare e proseguire il percorso iniziato con il Liceo Classico, laureandomi in Lettere. Del resto la passione per i giornali – ho sottolineato fiero – non mi è mai mancata: fin da bambino ho divorato quotidiani e periodici. Puoi chiedere conferma a Giuseppe Giannuzzi se vuoi!».

Mi aspettavo la solita risposta della serie: «Eh sì, lo so, anch’io vorrei fare tante cose!». Invece Elvira, con una semplicità disarmante, ha ribattuto: «E perché non lo fai?». Io: «Ma perché ho quasi 37 anni, no?». Lei: «E allora? Io quando ho ripreso gli studi nei avevo 38! Se davvero vuoi questa laurea, iscriviti e prenditela». A quel punto ho capito di avere di fronte una persona speciale. Sapevo già della sua malattia, ed anche questo per sono rimasto positivamente impressionato dalla sua vitalità.

Quando ci siamo salutati, circa tre ore dopo (!), mi sono ripromesso di farle al più presto i complimenti per la sua forza, giuro. Ho pensato di avere abbastanza tempo per farlo, anche perché dovevamo rivederci per concludere ed eventualmente iniziare a collaborare: Elvira infatti si occupava egregiamente di comunicazione nell’ambito dell’informazione e non solo, era un pezzo da novanta insomma. Invece non ci siamo più visti.

Tornando a quell’incontro di lavoro, ci siamo confrontati come accade normalmente in occasioni del genere. Quando è andata via ho telefonato all’editore spiegandogli tutto quello che ci siamo detti. Ebbene, nei mesi successivi è capitato più di una volta, durante le riunioni di redazione, di ripetere una domanda che oramai è diventata un pilastro della nostra attività giornaliera: “Ti ricordi cosa ha detto Elvira?”. E l’ho vista una sola volta, vi ho detto tutto…

Ciao Elvira, grazie e scusami, per ora. I complimenti verrò a farteli di persona tra qualche anno, promesso.

Lorenzo Mascolo

I funerali di Elvira Petricca, scomparsa all’età di 53 anni il giorno 08 Maggio 2014, si svolgeranno Sabato 10 alle ore 10:30 nella Basilica di S.Domenico Abate in Sora. Al marito Diego Mammone, alla giovanissima figlia Giulia ed a tutti i familiari, giunga l’abbraccio ideale più affettuoso e sincero della nostra redazione.

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