“Colpevoli di Italianità”: L’Associazione Arma Aeronautica sez. Valle del Liri ricorda le Foibe

La cruenta e dolorosa ricostruzione di quei giorni. Le drammatiche torture, l'inaudita violenza con cui furono martirizzati tantissimi nostri connazionali.

L’Associazione Arma Aeronautica Sez. Valle del Liri, che si onora del nome della M.O.V.A. Ten. Maurizio Simone, ha sempre ritenuto suo obbligo primario riportare in giusta luce gli avvenimenti storici. Dopo aver partecipato al ricordo della Shoah ritiene onorevolmente doveroso di dare un suo contributo a quanto accaduto ai nostri confini orientali nel 1943 e nel 1945.

Le Foibe sono il monumento alla bestialità e all’intolleranza. I giovani distratti dalla realtà virtuale non somatizzano alcuni concetti e valori che dovrebbero fare da antidoto alle idee avventuristiche. Noi della AAA riteniamo doveroso, dopo la sospensione della leva militare, in collaborazione con scuole e comuni , arricchire l’offerta didattica e attivare nei giovani l’ansia di conoscere, di confrontare, di indagare, di sapere. Questa comunicazione è il contributo per aprire un dibattito sulle promesse di paradisi in terra,della scorciatoia per trovare la pietra filosofale, del valore della libertà.

COLPEVOLI DI ITALIANITÀ

La seconda guerra mondiale è stata per molti un olocausto, per gli Italiani del confine orientale un vero calvario. La definizione di calvario è giustificata non solo per le foibe, che solo nel termine contiene un richiamo alla efferatezza delle esecuzioni , ma ad esse abominio di crudeltà dobbiamo sommare la pratica generalizzata delle torture, le morti di inedia nei campi di concentramento, gli arsi vivi, gli affogati e le altre inimmaginabili angherie con cui i “titini” hanno cercato di praticare il genocidio e la pulizia etnica definitiva degli italiani per annullarne la presenza nelle regioni orientali.

In effetti il confine orientale dell’Italia è stato devastato da tre guerre contemporaneamente : la guerra di liberazione dai nazifascisti; la guerra etnica; la guerra di classe. Il tutto aggravato dalla composizione della popolazione, che costringeva a “convivere” l’etnia italiana con l’etnia slava, a sua volta divisa in serbi, sloveni, croati, sempre in lotta tra loro storicamente, ma uniti contro gli italiani. La guerra di liberazione dal nazifascismo è da inquadrarsi nel coacervo più generale della II Guerra Mondiale; la guerra etnica era il frutto avvelenato degli accordi di pace della guerra 15-18 , che avevano nelle attribuzioni territoriali scontentato tutti; la guerra di classe era quella scatenata dai partigiani comunisti che rivendicavano per il popolo un futuro diverso.

In questo calderone gli italiani erano i peggio situati, alleati con i tedeschi,quindi da combattersi in quanto tali, vittime predestinate dell’odio etnico in quanto per soddisfare le aspirazioni territoriali degli slavi dovevano abbandonare territori in cui vivevano, se non vogliamo tornare ai Romani, dalle conquiste venete; nemici di classe in quanto, gli italiani concentrati soprattutto nelle città, erano i funzionari dello stato, erano i professionisti, erano i proprietari delle terre e delle aziende in cui il proletariato slavo lavorava.

Gli storici slavi e un numero trascurabile di ben individuati revisionisti di casa nostra, con argomentazioni speciose che risultano poco convincenti a studiosi neutrali e sereni nel giudizio,hanno sostenuto che gli eccessi erano la reazione ad una dominazione, quella italiana, irrispettosa delle culture locali, delle violenze, tutte da documentare, subite dagli slavi durante il Regime, culminate con l’annessione di ulteriori porzioni di territorio.

La verità, su cui a lungo è stato desolante anche il silenzio degli alleati, è che francesi e inglesi covavano risentimenti contro l’Italia ,per cui ci dettero gli uni una lezione con gli stupri delle truppe di colore a Cassino, gli altri permettendo e avallando la pulizia etnica per permettere a Tito di attestarsi al Tagliamento.
Alla luce dello scopo da conseguire era moneta corrente, spesa a piene mani, l’equivalenza: italiano = padrone = fascista = amico dei nazisti, e tutti contro i nostri fratelli incolpevoli di situazioni da cui anche loro erano gravati.

L’organo comunista sloveno “Primorski Dnevnick” ,il giorno della fine della guerra , riferendosi alle foibe, scriveva “… sulla terra che ha sofferto per 25 anni il terrore nazionalizzatore italo-fascista… questa non sarà né la prima né l’ultima grotta in cui la giustizia del popolo polverizza le ossa dei criminali italo-fascisti. Aldilà del falso storico, vorrei suggerire di rileggere gli eccessi compiuti al momento della dissoluzione della Jugoslavia, la frase è emblematica di un odio più che barbarico, animalesco.

Le barbarie contro gli italiani sono collocate subito dopo l’8 settembre, quando lo sbandamento dell’esercito permise agli slavi di operare la catena delle vendette, di una tale ferocia che il ritorno dei tedeschi fu invocato come una liberazione. Purtroppo dobbiamo registrare anche l’appoggio ai titini dei partigiani italiani che non avevano ancora compreso che la lotta non era al nazifascismo ma agli italiani e l’essere partigiani non era un salvacondotto sufficiente.

L’altro periodo critico è nell’aprile del ’45,quando le dilaganti squadracce titine investono la Dalmazia e l’Istria e trascurano la liberazione di Zagabria e Lubiana nell’intento di precedere gli inglesi a Trieste.
Finalmente il CLN , comprendendo le mire di Tito ordina l’insurrezione a Gorizia e a Trieste, le due città si liberano grazie ai Carabinieri del Te. Tonnarelli, alla P.S., agli sbandati della X Mas e ai cittadini.
Comunque i poteri debbono essere ceduti , in attesa degli alleati agli slavi, che iniziano il copione dello sterminio.

Vengono eliminati, senza alcuna distinzione , partigiani,patrioti, militari sbandati, comunisti, basta che siano tra coloro che rivendicano l’italianità di Istria e enclave dalmate. La mattanza colpisce circa il 30% dei residenti , molti martirizzati nelle 1800 foibe , di cui solo una parte esplorate e con circa 6000 infoibati individuati. A questi martiri va aggiunto l’esodo biblico verso l’italia dei 380.000 costretti a lasciare le loro case e iniziare il duro cammino dell’esule.

La pulizia etnica presenta episodi di efferata crudeltà quali: Norma Cossetto, stuprata per giorni, torturata, recisi i seni e infoibata ; Don Angelo Tarticchio coronato di spine, gli organi genitali in bocca e infoibato:
Antonio Del Biaco e Nicola Carmignani partigiani comunisti, torturati ed infoibati perché non rinnegarono l’Italia; 161 abitanti di Albona affogati nel canale d’Arsa, 500 abitanti di Curzola imbarcati a forza senza strumenti e salpati Zara più volte fatta bombardare mentendo che i tedeschi ne avessero fatto una piazzaforte, finchè non fu una deserta distesa calcinata.

I 250 eroici carabinieri del Ten. Tonnarelli torneranno in 61, infine a Buccari per ammorbidire i testardi, gli uomini venivano issati scalzi su legni appuntiti e le dita dei piedi strette in caviglie di ferro , questo per tre giorni, chi cadeva veniva riissato a colpi di bastone. Troppo spesso episodi come questi vengono trattati con sufficienza e senza approfondimento, peggio quando sono solo motivo di polemica, è allora che i sacrifici dei nostri morti risultano vani. Noi siamo cristiani e perdoniamo questo orrore. La nemesi storica non più tardi di due generazioni ha dato il suo verdetto e comminata la pena.

Rodolfo Damiani

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