3 aprile 2012 redazione@sora24.it
LETTO 1.650 VOLTE

Come da tradizione si rinnova la processione “del Tamburo”

Come da tradizione si rinnova il prossimo 6 aprile, Venerdì Santo, la processione denominata “del Tamburo”. Da sempre organizzata dalla Confraternita dell’Immacolata Concezione operante nella Chiesa di Santa Restituta, questa pia pratica di tipo laicale ha origini molto antiche. Non si conosce perfettamente il periodo storico in cui tale consuetudine ha avuto inizio ma è documentata già nel XVII secolo.  È da collocare nell’ambito delle processioni penitenziali che si svolgono nel periodo di Quaresima ed in particolare durante la Settimana Santa, non a caso viene ripetutamente cantato in latino il Salmo 50, detto anche Miserére. La processione è dunque accompagnata dal suono inquietante di un tamburo e dal rumore quasi assordante delle “taratrappole” strumenti realizzati con una tavoletta di legno alla quale su entrambi i lati sono fissati con delle cerniere due archetti che scuotendoli producono questo suono cupo che rompe il silenzio della notte. Sono strumenti poveri che sostituiscono il suono delle campane che già dal pomeriggio del Giovedì Santo, al momento del “Gloria” nella Messa “in Coena Domini” sono state “legate” e così rimarranno fino alla notte del Sabato Santo quando torneranno ad essere suonate per annunciare la Resurrezione del Signore.

La processione ha lo scopo principale di far visita alle varie chiese della città dove solennemente è esposta l’Eucarestia. Altre soste vengono effettuate presso cappelline e monumenti cari alla pietà popolare.  Partendo come da antica tradizione alle tre di notte dalla Chiesa di Santa Restituta, seguendo una nuda croce di legno portata da un componente della Confraternita dell’Immacolata, ci si dirige alla Chiesa della Madonna di Costantinopoli soffermandosi prima davanti al monumento del Cardinale Cesare Baronio in piazza Palestro, alla cappellina della Madonna di Lourdes al Viale della Stazione ed alla Chiesetta di San Giuliano. Successivamente si fa sosta presso le Chiese di San Silvestro, San Giovanni Battista, San Bartolomeo, Santo Spirito per l’omaggio alla Vergine Addolorata, ed alla Chiesa Cattedrale dove spesso i fedeli hanno ricevuto la benedizione del Vescovo davanti all’Altare del Santissimo Sacramento.

Poi la processione riprende il suo cammino per portarsi a compiere quella che forse è la tappa più suggestiva, quella effettuata presso il Cimitero. Da qui il corteo fa ritorno alla Chiesa di Santa Restituta dopo essersi brevemente soffermato presso la Croce posta al bivio di via Roma e via Marsicana. Durante le soste vengono letti brani che ricordano la Passione del Signore anche se non si tratta di una Via Crucis ma della meditazione del Processo fatto a Gesù dopo la sua cattura nell’orto degli ulivi, proprio in questa notte. Sora diventa Gerusalemme, il fiume Liri è il torrente Cédron attraversato da Gesù al termine dell’ultima cena per recarsi a pregare nel Getsémani, i vicoli del Rione Cancèglie sono le stradine strette di Gerusalemme percorse dal Signore mentre viene condotto davanti al Sinedrio, da Caifa e da Pilato.

Confraternita dell’Immacolata Concezione  in Santa Restituta Vergine e Martire – Sora

COMMENTA

Commenti

wpDiscuz
Menu